Al Ministro della Salute
Dott.ssa Giulia Grillo
seggen@postacert.sanita.it

Al Ministro dell’Ambiente
Dott. Sergio Costa
segreteria.ministro@pec.minambiente.it

Milano, 19 marzo 2019

Oggetto: trasferimento cani da Palermo a Caserta.

Ill.mi Ministri,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 100 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

In questi giorni si sta ripresentando il problema del possibile trasferimento dei cani del Comune di Palermo dal canile della città a una struttura privata che si trova in provincia di Caserta, a 700km di distanza. Da anni cerchiamo di scongiurare questa eventualità che rappresenterebbe un grandissimo disagio e stress per gli animali, da tempo abituati al canile siciliano e alle persone che se ne prendono cura. Inoltre, come si evince da una relazione tecnica redatta a seguito di un sopralluogo effettuato da parte del Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Palermo, la struttura di destinazione non risulta idonea a garantire il benessere degli animali in quanto è già sovraffollata.

Considerando che il Comune, e quindi il Sindaco, è il primo responsabile della tutela della salute dei cani di sua proprietà, è evidente che un trasferimento a così grande distanza non consentirebbe di monitorare le condizioni di detenzione e di benessere degli animali, né da parte dei responsabili comunali né da parte dei volontari. Tra l’altro, il bando con cui la società affidataria si è aggiudicata l’incarico è stato contestato formalmente da diverse associazioni protezionistiche – tra cui LNDC – in quanto presentava numerose criticità: dall’apertura ai soggetti non in possesso dei requisiti imposti dalla LR 15/00 al criterio del minor prezzo per l’aggiudicazione dell’appalto in violazione dell’art. 95 del Codice Appalti.

Per di più il bando prevede che, trascorsi sei mesi dalla presa in carico, almeno il 50% degli animali verrà intestato all’affidatario che non potrà più richiedere nulla per il loro mantenimento all’amministrazione comunale. Una tale evenienza rappresenta un vero e proprio tentativo del Comune di Palermo di sbarazzarsi degli animali di cui dovrebbe essere responsabile, senza preoccuparsi minimamente delle loro sorti. È infatti utopistico pensare che una SRL – aggiudicataria del servizio – che opera in termini di profitto possa provvedere al corretto mantenimento degli animali, soprattutto in una regione come la Campania dove il randagismo è tuttora un’emergenza e i canili sono notoriamente sovraffollati.
La nostra Associazione e i nostri legali stanno valutando tutte le opzioni disponibili per bloccare definitivamente questa deportazione e non esiteremo a sporgere le denunce che si renderanno necessarie. Al contempo, auspico un intervento urgente e deciso dei vostri Ministeri per ripristinare il rispetto delle norme e dei diritti degli animali.

Resto a disposizione per un ulteriore confronto o per approfondimenti e invio i miei più cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati