Ennesimo caso di crudeltà verso una cagnolina, la cui unica colpa era di essere anziana e malata. Rosati: ci uniamo alla denuncia e chiediamo alle istituzioni di impegnarsi per promuovere un cambiamento culturale verso il rispetto della vita di tutti gli esseri viventi.

Quando un cane si ammala le persone normali fanno di tutto per salvarlo o per dargli una fine dignitosa se la malattia è ormai incurabile. Se il cane però è in mano a una persona senz’anima la soluzione è molto più semplice: sbarazzarsene. È quello che è accaduto a Zanica, in provincia di Bergamo, dove due anziani hanno cercato di uccidere a bastonate una setter di 12 anni malata di tumore e poi l’hanno seppellita ancora viva. Fortunatamente una donna che passava lì vicino ha sentito i lamenti della cagnolina ed è riuscita a salvarla.

I due uomini, uno il proprietario del cane e l’altro il proprietario del terreno, sono già stati denunciati per maltrattamento di animale. L’anziana setter è in cura presso una struttura veterinaria e la prognosi è ancora riservata. “Questi avvenimenti sono ancora purtroppo all’ordine del giorno”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC, “e sono il risultato di una ‘cultura’ che vede ancora l’animale come un oggetto, una cosa di cui ci si può disfare senza scrupoli quando si ‘rompe’. È sempre più necessario che le istituzioni si rendano promotrici di un cambiamento culturale che promuova il rispetto della vita, di tutte le vite”.

Ovviamente ci siamo uniti alla denuncia già sporta a carico dei due uomini che con tanta crudeltà hanno cercato di sbarazzarsi della cagnolina”, continua Rosati. “E questo sarà un altro caso che dimostrerà quanto le pene previste attualmente dal codice penale siano inadeguate. L’art. 544-ter infatti prevede la reclusione da 3 a 18 mesi o una multa da 5.000 a 30.000 Euro. Troppo poco per chi mostra un tale disprezzo della vita e della dignità di un essere vivente”.

Auspichiamo che, nonostante la lievità delle pene, la magistratura voglia comminare una condanna esemplare per dare un segnale di tolleranza zero verso la violenza in ogni sua forma. Naturalmente ci costituiremo parte civile per far sentire la nostra voce anche in sede processuale”, conclude Rosati.

6 novembre 2017