Al di là del fatto che le vittime siano cani, dato che nessun animale dovrebbe essere ucciso per diventare cibo, la cosa più orribile di questa manifestazione è il modo in cui gli animali vengono torturati prima di morire. Rosati: “Non ha senso infliggere tutta questa sofferenza, se proprio si sceglie di mangiare un animale bisognerebbe quanto meno garantirgli una morte dignitosa”.

Come ogni anno ricomincia a Yulin, in Cina, il festival della carne di cane. Una cosa inconcepibile per noi occidentali, abituati a considerare questo animale come il miglior amico dell’uomo e per questo assolutamente non destinato ad essere ucciso per diventare una pietanza. In Oriente però le cose sono diverse e quello di Yulin è solo il caso più emblematico e famoso, ma la carne di cane e gatto viene consumata in moltissimi altri Paesi asiatici come la Corea del Sud, la Cambogia e il Vietnam. Eppure, un paio di anni fa, un sondaggio ha dimostrato che la stragrande maggioranza dei cinesi (circa il 75%) è contrario al consumo di carne di questi animali ormai diventati per tutti familiari. Carne che, per esempio, è stata messa al bando nella città di Shenzhen.

Sono state fatte tante petizioni, battaglie e appelli anche da personaggi molto famosi a livello mondiale, ma questo orrore continua indisturbato negli anni”, commenta Piera Rosati – Presidente di LNDC Animal Protection. “Personalmente, trovo che mangiare la carne di cane o di gatto sia orribile tanto quanto mangiare quella di maiale, manzo, pollo o qualsiasi altro animale. Non esistono, o meglio non dovrebbero esistere, animali di serie A e di serie B, animali da affezione e animali da reddito. Per quanto mi riguarda, il problema principale di eventi come quello di Yulin non è il fatto che le vittime siano cani, ma la crudeltà con cui queste povere creature vengono torturate e uccise. Gli animali vengono tenuti per ore in gabbie strettissime, gli vengono legate le zampe e il muso in modo che non possano muoversi né abbaiare, e poi vengono scuoiati e bolliti ancora vivi.”

Che senso ha torturare e infierire in questo modo su delle creature inermi? Se proprio si decide di uccidere un animale per mangiarne la carne, cosa che continuo a condannare in ogni caso e per qualsiasi animale, almeno si abbia comunque la decenza di dargli una morte dignitosa, senza infliggere tutta questa sofferenza gratuita e immotivata. Spero che tutti i cinesi comincino seriamente a manifestare il proprio dissenso per questa pratica crudele e barbara e a chiedere un trattamento più rispettoso per tutti gli animali, nella speranza che sempre più persone scelgano di smettere di mangiare carne di qualunque tipo per non essere complici di queste atrocità”, conclude Rosati.

21 giugno 2022

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