VITERBO – MACELLAZIONE RITUALE E TORTURE. LNDC DENUNCIA

Immagini scioccanti mostrano gli animali uccisi senza stordimento e sottoposti a sevizie di vario tipo. LNDC sporge denuncia e si appresta a dare battaglia. Rosati: è necessario un cambiamento culturale verso lo stile di vita vegetariano e vegano per non essere complici di tutta questa sofferenza.

L’associazione Animal Equality ha reso pubblico un video shock girato presso un mattatoio in provincia di Viterbo. Le immagini, davvero raccapriccianti, mostrano la pratica barbara di macellare gli animali senza previo stordimento, concessa tramite una deroga del Regolamento UE per motivi religiosi. Gli animali vengono quindi sgozzati senza essere prima storditi, ma non solo. Con una crudeltà estrema e senza alcuna necessità, gli operatori del macello prendono a calci gli animali, li lanciano in aria ammucchiandoli gli uni sugli altri, li strattonano e li gonfiano con un compressore mentre sono ancora vivi.

Questo video, come tanti altri girati nei macelli o negli allevamenti intensivi, è davvero un pugno nello stomaco”, commenta con dolore Piera Rosati – Presidente LNDC. “Premesso che sono contraria a ogni forma di macellazione di esseri senzienti, c’è da dire che quelle mostrate qui sono vere e proprie torture che non possono e non devono avvenire in un Paese che vuole definirsi civile. È tempo di abolire la concessione di deroghe ai Regolamenti per motivi religiosi, nell’attesa dell’abolizione totale dell’uccisione e della macellazione di queste creature innocenti.”

Stiamo procedendo con una denuncia per maltrattamento e uccisione di animali ai sensi degli articoli 544-ter e 544-bis del Codice Penale”, afferma Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC. “Se è vero che la macellazione è purtroppo ancora consentita, è anche vero che deve avvenire secondo certi canoni e questo genere di comportamenti è totalmente fuori luogo e non necessario”.

Fintanto che non riusciremo a realizzare un cambiamento culturale di massa nella direzione dello stile di vita cruelty free vegan”, conclude Rosati, “continueremo a lottare per tutelare quanto meno la dignità di questi poveri animali durante la loro triste vita negli allevamenti intensivi e in punto di morte inflitta dall’uomo. L’unico modo per fermare questa strage è non esserne complici e scegliere di rispettare la vita di tutti gli esseri senzienti.”

14 dicembre 2017

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