Ancora due casi di disprezzo per gli animali, diversi nell’epilogo ma accomunati dall’idea che un animale è come un oggetto di cui ci si può disfare in modo crudele quando si vuole. Rosati: gesti che derivano da una cultura retrograda e incivile che non riconosce agli animali il diritto di essere rispettati per ciò che sono.

Negli ultimi giorni si sono verificati gli ennesimi casi di brutalità sugli animali. In provincia di Taranto, un 69enne è stato denunciato perché avrebbe abbandonato un cucciolo lanciandolo dal finestrino dell’auto in corsa. Grazie all’intervento di altri automobilisti l’uomo è stato fermato e identificato dai Carabinieri. Nel quartiere di San Basilio a Roma, invece, un uomo è stato sorpreso dopo aver impiccato un cane a un albero e successivamente identificato e denunciato grazie all’intervento di un agente di Polizia Penitenziaria fuori servizio che è riuscito a prendere il numero di targa dell’auto con cui il 66enne è fuggito.

Due storie diverse accomunate però dal concetto che un animale è un oggetto di cui ci si può disfare quando non ci piace più”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. Due storie diverse soprattutto nell’epilogo dato che il cucciolo tarantino è stato fortunatamente salvato dalla strada e ha subito trovato adozione, mentre per il povero cane impiccato a Roma non c’era già più nulla da fare ed è stato possibile solo recuperarne il corpo senza vita. Il motivo di tanta crudeltà, secondo la ‘giustificazione’ fornita dal killer è che era ‘ingestibile’ e che aveva morso la mano della proprietaria.

Per queste persone quindi basta un morso, che il più delle volte è solo una manifestazione di disagio del cane e non vera e propria aggressività, per uccidere un essere vivente che per anni ci ha accompagnato fedelmente e ci ha amato in maniera incondizionata, magari subendo anche atteggiamenti scorretti nei suoi confronti. Questi gesti sono figli di una cultura retrograda e incivile che non riconosce agli animali il diritto di essere rispettati per ciò che sono, senza umanizzarli né considerarli cose di nostra proprietà”, continua Rosati.

Come sempre LNDC si unisce alle denunce già a carico di questi due uomini spietati, pur nella consapevolezza che le pene attualmente previste dal nostro ordinamento sono insufficienti a dare giustizia a queste vittime che ancora oggi sono considerate di serie B. A tal proposito, voglio ricordare la nostra petizione con cui chiediamo pene più severe e l’introduzione di percorsi formativi sul rispetto e la difesa degli animali in tutte le scuole e nei corsi di formazione delle forze dell’ordine, affinché questi drammatici casi vengano affrontati con la serietà che meritano e nella speranza che le nuove generazioni abbiano verso gli animali il rispetto che è palesemente assente nei cittadini già adulti di oggi”, conclude Rosati.

23 giugno 2020

LNDC – Animal Protection
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