LNDC DENUNCIA IL BRACCONIERE

L’uomo, sorpreso dalla polizia provinciale locale, ha abbandonato il fucile e l’auto ed è scappato nei boschi ma è stato tuttavia identificato.Il bracconaggio è una vera e propria piaga e quella dell’uccellagione è senz’altro una delle pratiche più crudeli. Oltre a denunciare l’uomo chiediamo agli organismi competenti controlli maggiori e sanzioni più aspre per disincentivare concretamente queste attività” argomenta l’avvocato del team legale LNDC Animal Protection Michele Pezone.

Verona, 20 ottobre 2021 – Un bracconiere è stato colto in flagrante dalla polizia provinciale di Verona, in servizio antibracconaggio, alcuni giorni fa in località Rigoni, nel comune di Vestenanova, provincia di Verona: dopo aver sparato a un esemplare di capinera, specie protetta, gli agenti hanno scovato una rete da uccellagione nel bosco e, perquisendo poi l’abitazione del bracconiere, hanno rinvenuto trappole, tagliole e oltre 190 uccelli catturati o abbattuti, dei quali 113 appartenenti a specie protette. LNDC Animal Protection, appena saputo il fatto, ha subito sporto denuncia contro l’uomo che, appena individuato dalle Forze dell’ordine, è scappato tra gli alberi abbandonando fucile, munizioni e auto, ma è stato in ogni caso successivamente individuato.

Il bracconaggio è una vera e propria piaga”, spiega l’avvocato del team legale LNDC Animal Protection Michele Pezone, “specialmente in alcune zone dell’Italia, tra cui proprio quelle che vanno dalle valli del bresciano e del bergamasco fino al delta del Po, dove i controlli non sono sufficienti ad arginare questo fenomeno. Tra le pratiche del bracconaggio”, continua Pezone, “una delle più crudeli è proprio quella dell’uccellagione, finalizzata alla cattura indiscriminata e di massa di uccelli, spesso appartenenti a specie che dovrebbero essere particolarmente tutelate perché in declino. Le sanzioni previste dalla L. 157/92 sono poco efficaci, ma in casi come questo vanno ravvisati anche gli estremi dei reati di maltrattamento e uccisione di animali nonché di furto venatorio, punito con pene che possono arrivare fino ai sei anni di reclusione”.

Alle porte del 2022 c’è ancora chi continua a portare avanti una ‘tradizione’ che forse poteva essere accettabile nella preistoria”, commenta Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection, che conclude: “Oggi la caccia, pur rimanendo un’attività aberrante e contro la quale continueremo a combattere fino alla sua abolizione, è regolamentata da leggi che prevedono periodi dedicati e animali protetti. Ma le stesse leggi ammettono deroghe e concessioni speciali ai cacciatori a cui è tempo di porre fine”.