Un colpo di pistola, detenuta illegalmente, e l’animale è morto sul colpo. Il tutto ripreso con il telefono per divertimento. Rosati: comportamento criminale e pericoloso per l’intera società. La nostra battaglia per dare dignità a tutti gli animali non si fermerà mai.

Un giovane residente nell’entroterra ligure ha ucciso con un colpo di pistola un maialino, riprendendo la scena con lo smartphone per “vantarsi” con gli amici. Il fatto è successo a febbraio e la polizia lo ha scoperto accidentalmente nel corso di un’altra indagine. Il filmato mostra chiaramente l’uomo che estrae l’arma e spara in testa al povero animale che muore sul colpo. Le indagini non hanno permesso di ritrovare la pistola ma il video è molto chiaro ed è stato possibile anche individuarne il tipo: una pistola a salve modificata per sparare proiettili veri e non regolarmente denunciata. Per questo motivo l’uomo è stato arrestato e denunciato, oltre che per uccisione di animali, anche per detenzione illegale di arma e detenzione di arma clandestina.

Questa vicenda dimostra ancora una volta che chi commette violenza contro gli animali è un vero e proprio criminale, pericoloso per tutta la società”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Quale persona ‘normale’ infatti avrebbe un’arma, tanto più in maniera illegale? Il fatto che il giudice abbia disposto la misura cautelare di detenzione in carcere evidentemente è la prova che si tratta di un soggetto abituato a delinquere e dunque un pericolo per tutti.”

Ancora una volta un povero animale ha dovuto pagare con la vita per la mania di superiorità di poter disporre a suo piacimento dell’esistenza delle altre creature viventi. Ovviamente il nostro team legale si è attivato per presentare a nostra volta denuncia contro questo mostro, nella speranza di ottenere una pena davvero efficace, considerando anche gli altri reati previsti”, continua Rosati.

La nostra battaglia per dare la giusta dignità a tutti gli animali è costante e sembra non finire mai, ma questo non ci spaventa e continueremo sempre a denunciare tutti i casi tanto gravi come questo. Allo stesso tempo continueremo a batterci affinché questi reati vengano puniti più severamente, chiedendo una modifica del codice penale”, conclude Rosati.

15 novembre 2019

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