La notizia di un bando per la realizzazione di un nuovo canile, con annessa oasi felina, doveva essere una buona notizia per i volontari di Varese ma si è rivelata una sorpresa pericolosa. Il Comune infatti vuole ricorrere al project financing. Rosati: ho espresso al Sindaco tutte le mie perplessità al riguardo, perché un privato potrebbe non essere in grado – o intenzionato – a garantire il benessere degli animali.

Da molto tempo ormai la Sezione LNDC di Varese chiede che il canile comunale, gestito dall’Associazione, venga spostato in un luogo più idoneo e realizzato in maniera più sicura per gli animali e per gli operatori. L’attuale struttura, infatti, è spesso soggetta ad allagamenti ed è inadatta ad ospitare in sicurezza i cani più problematici o aggressivi. In questi anni i volontari si sono fatti carico delle riparazioni e degli adeguamenti necessari per garantire quanto possibile il benessere degli animali ospitati nella struttura, ma si è sempre trattato di piccole migliorie che non sono sufficienti.

Finalmente il Comune di Varese si è deciso a pubblicare un bando per la realizzazione di un nuovo rifugio, comprensivo anche di un’oasi felina, in una zona più idonea e la notizia è stata inizialmente accolta con grande favore dai volontari. Tuttavia, il bando presenta una grande criticità: l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare la nuova struttura utilizzando il sistema del project financing. In poche parole, si cerca un operatore economico disposto a finanziare la costruzione della nuova struttura che poi gli verrà affidata in gestione fino al recupero della somma investita.

Ho scritto personalmente una lettera al Sindaco e ai dirigenti del Comune, esprimendo le mie perplessità riguardo a questa scelta”, fa sapere Piera Rosati – Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “Un investimento di questo tipo taglia di fatto fuori qualsiasi associazione che si regge sul volontariato e sulle donazioni e questo – oltre a essere in contrasto con la Legge 281/91 – rappresenta un vero pericolo per gli animali. Una eventuale impresa aggiudicataria dell’appalto, e quindi della gestione della struttura, nella migliore delle ipotesi non sarebbe in grado e nella peggiore delle ipotesi non avrebbe alcun interesse ad assicurare il benessere degli animali, avendo come obiettivo principale il profitto e il recupero della somma investita.”

Auspico quindi che il Sindaco torni sui suoi passi e prenda in considerazione altri modi per finanziare la costruzione del nuovo rifugio per cani e oasi felina, assicurandone la gestione a un’associazione animalista che possa garantire il corretto accudimento degli animali, con le adeguate competenze e la vocazione a fare il meglio per tutelare la salute psicofisica di cani e gatti”, conclude Rosati.

3 agosto 2021

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