Il giudizio sulla presunta pericolosità dell’orsa è stato frettoloso e non supportato da dati oggettivi, per questo il Consiglio di Stato ha ordinato la sospensione dell’ordinanza per la sua cattura e captivazione. Rosati: la Provincia di Trento dovrebbe ammettere la propria incapacità e affidarsi a persone realmente competenti.

La storia di JJ4 è comune a quella di tanti orsi che popolano i boschi del Trentino. Braccati e catturati, quando non vengono direttamente uccisi, perché considerati pericolosi pur non essendolo. In questo caso però c’è un lieto fine della vicenda cautelare. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni animaliste e in cui era intervenuta anche LNDC Animal Protection contro l’ordinanza emessa dal Presidente della Provincia per la sua cattura.

Dopo aver ottenuto la sospensione della prima ordinanza che prevedeva l’uccisione di JJ4, LNDC può nuovamente esultare perché ora il Consiglio di Stato ha definitivamente chiarito che il giudizio sulla presunta pericolosità dell’orsa è stato frettoloso ed espresso senza dati oggettivi. L’animale, che ora è in letargo, non rischia più quindi di essere catturata immotivatamente per poi essere rinchiusa nel Casteller come altri suoi simili che sono ancora prigionieri senza una vera ragione.

È ora che la Provincia di Trento ammetta la propria incapacità nella gestione di questi animali e si affidi a persone realmente competenti che possano guidare l’amministrazione per salvaguardare la fauna selvatica che, è bene ricordarlo, è patrimonio di tutti nonostante il Presidente Fugatti pensi di poterne disporre a suo piacimento”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

11 dicembre 2020

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