TRENTO – TAR RESPINGE RICORSO LNDC
Secondo il Tribunale non ci sarebbe più interesse a sospendere una ordinanza che ha già prodotto i suoi effetti. LNDC prende in considerazione la possibilità di ricorrere davanti al Consiglio di Stato. Rosati: basta ordinanze ammazza-selvatici. Maggiore rispetto e consapevolezza da parte delle istituzioni e dei cittadini.

Si è tenuta lo scorso 8 marzo l’udienza presso il TAR di Trento per discutere del ricorso presentato da LNDC Animal Protection contro l’ordinanza emessa dal Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, nell’agosto scorso e che ha portato all’uccisione dell’orsa KJ2. I fatti sono tristemente noti: l’orsa in questione si era resa protagonista di una presunta aggressione avvenuta ai danni di un uomo nel bosco e, successivamente, l’Ente provinciale emetteva un provvedimento contingibile e urgente per la “rimozione” dell’animale. Rimozione che però poteva avvenire anche semplicemente con la sua cattura e spostamento, ma si decise arbitrariamente per la misura più drastica.

LNDC fu la prima associazione a ricorrere al TAR contro questa ordinanza, nel tentativo di salvare la vita del povero animale. Tuttavia, i tempi della burocrazia sono stati inevitabilmente più lunghi di quelli del braccio armato e l’ordinanza è stata eseguita prima che il Tribunale Amministrativo potesse esaminare il ricorso. Anche per questo motivo, la sentenza pubblicata ieri 13 marzo dal TAR ha visto vanificati gli sforzi dell’Associazione poiché ha sancito il respingimento del ricorso.

Principalmente”, afferma l’avv. Paolo Letrari che ha rappresentato LNDC davanti alla Corte, “il Tribunale ha respinto il nostro ricorso perché l’ordinanza ha già prodotto i suoi effetti e quindi non c’è più interesse nel chiederne l’annullamento e/o l’accertamento della sua illegittimità. Tuttavia, in maniera piuttosto insolita per un caso di questo genere, il collegio giudicante è entrato anche nel merito delle nostre obiezioni confutandole con motivazioni in alcuni casi anche contraddittorie. In particolare, è stata giustificata l’adozione di un provvedimento urgente dato il grado di pericolosità dell’animale. Eppure KJ2 è stata asseritamente coinvolta in solo due incidenti, peraltro non gravissimi, nel giro di due anni. Le statistiche ci dicono che ci sono eventi molto più pericolosi che si verificano con maggiore frequenza nei boschi trentini. Basti pensare anche solo all’esorbitante numero di incidenti perfino mortali causati dalla caccia. Ciononostante non risulta che nessuna amministrazione preposta alla tutela della pubblica incolumità abbia mai adottato provvedimenti in questa materia.”

Nelle motivazioni si legge anche che, sebbene la popolazione di orsi sarebbe ormai al di sotto del minimo di 50 individui indispensabile per il ripopolamento, le esigenze di sicurezza pubblica relativa all’umano restano sempre prioritarie. “Un’affermazione che mette perfettamente in luce una mentalità che rifiutiamo con forza”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Teniamo sempre a mente il concetto che la libertà di ognuno termina dove inizia la libertà dell’altro. Un concetto che andrebbe esteso anche al rapporto uomo-animale. Non ci troviamo davanti al caso di un animale impazzito che fa strage di persone al centro di una città. KJ2 è stata disturbata nel suo ambiente e si è difesa, peraltro causando molti meno danni di quelli che avrebbe potuto. Stiamo valutando la possibilità di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato perché non è possibile andare avanti con ordinanze di questo tipo quando basterebbe un maggior rispetto e una maggiore consapevolezza nella gestione della fauna selvatica.”

14 marzo 2018

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