Tra i primi a muoversi per tentare di salvare l’orso M49, LNDC si è vista respingere il proprio ricorso contro il provvedimento emesso dalla Provincia di Trento per la cattura e il possibile abbattimento dell’animale. Una decisione che non sorprende, visto l’orientamento già noto del TAR Trento. Rosati: siamo stati anche condannati a pagare le spese processuali, in un periodo per noi già duro, ma lo rifaremmo.

Da quando è iniziata la vicenda di M49, lo scorso anno, LNDC è stata in prima linea per cercare di tutelarlo ed evitare che la sua storia finisse come le povere Daniza e KJ2. Per questo, l’associazione presentò subito un ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente emessa dalla Provincia Autonoma di Trento per la sua cattura ed eventuale abbattimento. Nel frattempo, come è ben noto, M49 fu catturato e fuggì dal centro Casteller dove venne imprigionato per poi – poche settimane fa – essere catturato di nuovo e riportato nello stesso centro. Oggi, a distanza di quasi 10 mesi dalla presentazione del ricorso, è arrivata la sentenza del TAR che lo respinge, decisione che purtroppo non stupisce.

Purtroppo non ci aspettavamo un risultato molto diverso, dato che l’orientamento del TAR Trento ci era già ben noto dal caso di KJ2, altro orso per cui eravamo stati tra i primi a muoverci”, dichiara Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “Tuttavia abbiamo dovuto provarci perché siamo tuttora convinti, nonostante la sentenza, di avere ragione e che la vita di M49 debba essere rispettata e tutelata, non essendo un orso realmente pericoloso. Del resto, anche il Ministro Costa aveva dato parere negativo a questa iniziativa della PAT”.

Per aver cercato di salvare la vita di un animale innocente siamo stati condannati a pagare le spese processuali”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection, ma è una scelta che rifarei anche domani perché è ciò che facciamo. Purtroppo questa spesa arriva in un momento già molto difficile per noi perché la nostra attività durante la pandemia si è intensificata e ci siamo fatti carico di centinaia e centinaia di animali rimasti senza proprietario in tutta Italia. Stiamo quindi valutando la possibilità di fare ricorso al Consiglio di Stato contro questa sentenza del TAR, un ricorso che comporterebbe ulteriori costi per noi difficili da sostenere in questo momento.” 

“D’altro canto mi dispiacerebbe molto darla vinta a una amministrazione che negli anni continua a dimostrarsi priva di rispetto per la fauna selvatica, vista come un problema anziché una risorsa. M49 non si è mai mostrato realmente pericoloso per l’uomo. Non merita di finire i suoi giorni in galera”, conclude Rosati.

19 maggio 2020

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