Il Presidente del TAR ha rigettato, con un decreto, la richiesta di sospensione presentata da LNDC ma i legali sono pronti a fare ricorso e a rivolgersi anche al Consiglio di Stato, qualora ce ne fosse bisogno.

Nei giorni scorsi, come annunciato, LNDC ha proposto un’istanza per ottenere un provvedimento cautelare per sospendere l’ordinanza del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, finalizzata alla “rimozione” dell’orso conosciuto con il codice M49. Questo è stato fatto nonostante l’associazione conoscesse già bene l’orientamento del TRGA di Trento, che già in passato aveva bocciato i ricorsi di LNDC, ma si è cercato di non lasciare nulla di intentato per evitare il ripetersi di quanto già visto con le povere Daniza e KJ2.

La risposta del Presidente del TAR non si è fatta attendere e infatti è arrivata dopo meno di un’ora dal deposito dell’istanza, con il rigetto della richiesta sulla base di “esigenze di interesse pubblico” ma senza entrare nel merito delle ragioni che avevano spinto LNDC a richiedere la sospensione del provvedimento emesso dall’ente provinciale.

Insieme al collega Paolo Letrari stiamo al lavoro per presentare in tempi brevi il ricorso”, spiega Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC. “Nel caso in cui il TAR emetta un’ordinanza che neghi la sospensiva – attualmente esiste solo un decreto presidenziale – siamo pronti ad adire il Consiglio di Stato per affrontare il tema principale di questa vicenda, ossia l’utilizzo strumentale dei poteri attribuiti dall’art. 52 dello Statuto di Autonomia al Presidente della PAT per decidere in modo autonomo la sorte di ogni orso giudicato “dannoso”. Tale condotta, a nostro avviso, aggira il dettato normativo (art. 11 DPR 357/97) che attribuisce solo al Ministro dell’Ambiente il potere di derogare (nei casi di vera necessità) al divieto di cattura e/o uccisione della fauna protetta, mentre la prassi amministrativa trentina invece è sempre stata quella di agire con ordinanze contingibili e urgenti, adottate ed attuate a tempo di record.

L’atteggiamento della Provincia di Trento è davvero inconcepibile e inaccettabile”,commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.“Come abbiamo già fatto in passato per Daniza e KJ2, porteremo avanti la nostra battaglia ma questa volta non ci fermeremo al TAR, se si renderà necessario. Bisogna dire basta a questa abitudine di vedere la fauna selvatica solo come un ‘problema’ da rimuovere senza mostrare il minimo rispetto per la stessa.

Mi conforta vedere che finalmente, a differenza di quanto avvenuto con i suoi predecessori, l’attuale Ministro dell’Ambiente ha preso una posizione chiara a difesa di M49 e di tutti gli animali selvatici. Dalla stampa ho appreso infatti che il dott. Costa ha già richiesto il parere del Consiglio di Stato sulla legittimità dell’ordinanza provinciale e si sta giustamente interrogando sulla fine che farà l’orso se venisse realmente catturato e non ‘accidentalmente’ ucciso come successo in passato. Una preoccupazione che ci accomuna e che spero trovi risposta quanto prima”, conclude Rosati.

11 luglio 2019

Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Ufficio Stampa
Tel 02 26116502
Fax 02 36638394
stampa@legadelcane.org
comunicazione@legadelcane.org
www.legadelcane.org