Un’opera pubblica che poteva essere un modello rischia invece di restare una cattedrale nel deserto o, peggio, un lager in cui gli animali saranno in costante emergenza sanitaria. Dopo anni di contestazioni e battaglie, LNDC presenta esposto alla Procura e Corte dei Conti.

I lavori per la realizzazione del canile comunale di Trapani sono stati avviati da tempo grazie a un finanziamento di 4 milioni di euro. La struttura sorge in località Cuddia, a circa 25 km dal capoluogo e a pochissima distanza da una discarica di rifiuti. L’ubicazione del canile è stata da sempre la prima criticità evidenziata dalla Sezione LNDC locale che, tramite diverse lettere scritte nel corso degli anni, ha cercato di portare all’attenzione delle istituzioni questa e altre problematiche.

La somma a disposizione dell’Ente avrebbe consentito di creare una struttura che fosse un vero e proprio fiore all’occhiello e un modello per gran parte del sud Italia”, afferma Antonino Giorgio – Presidente della Sezione LNDC di Trapani. “Eppure, questo posto rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto se non addirittura un lager in cui gli animali resteranno a vita e in costante emergenza sanitaria.”

La distanza dalla città, infatti, renderebbe il canile di difficile fruizione da parte della cittadinanza con conseguente difficoltà nella promozione delle adozioni degli animali ospitati. Inoltre, dal sopralluogo effettuato nel mese di luglio da volontari LNDC insieme a rappresentanti del Comune e volontari di altre associazioni, sono emerse diverse altre criticità gravi. Innanzitutto, la struttura presenta numerosi difetti di costruzione che non assicurano il benessere degli animali che dovranno essere ospitati in quanto – in caso di pioggia – il fango invade la zona in cui i cani dovrebbero essere al coperto. Inoltre, le reti e le recinzioni non sembrano essere in grado di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cani. In più il canile non è collegato alla rete idrica, quindi l’approvvigionamento di acqua sarebbe affidato ad autobotti e alla raccolta di acqua piovana. Infine, la vicinanza alla discarica potrebbe causare un problema di salubrità che non sembra essere stato oggetto di indagine finora.

Abbiamo quindi presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti affinché si verifichi la correttezza dei lavori svolti e dell’utilizzo dei fondi pubblici a tale scopo”, conclude Antonino Giorgio.

È desolante pensare che anche questa sarà con tutta probabilità un’occasione sprecata, quando invece c’erano tutte le promesse per realizzare una struttura modello in una Regione tanto bella quanto drammaticamente segnata dalla piaga del randagismo. Confido che la magistratura faccia i dovuti controlli e individui le responsabilità di eventuali errori”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC.

7 settembre 2018

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ufficio Stampa
Tel 02 26116502
Fax 02 36638394
info@legadelcane.org
www.legadelcane.org

Ti piace? Condividi