A seguito dell’udienza dello scorso maggio, in cui Lega Nazionale per la Difesa del Cane era l’unica associazione presente, il GIP dispone l’imputazione coatta per il proprietario della cagnolina gettata in mare con una pietra al collo, respingendo la richiesta di archiviazione del PM. Rosati: un plauso al magistrato che ha capito l’importanza e la gravità del caso, saremo sempre in prima linea per ottenere giustizia.

Esattamente un anno fa vi avevamo raccontato la drammatica storia di Mia, buttata in mare con una pietra legata al collo a Valderice in provincia di Trapani. Il proprietario della cagnolina era stato prontamente rintracciato e denunciato, anche da LNDC, per maltrattamento di animali. Una denuncia che però rischiava di cadere nel vuoto perché il PM di Trapani alcuni mesi fa chiese l’archiviazione del caso, prendendo per buone le fantasiose spiegazioni dell’indagato, secondo cui la pietra era rimasta casualmente agganciata al guinzaglio.LNDC si è ovviamente opposta e ora il GIP ha accolto l’opposizione, disponendo l’imputazione coatta.

Posso solo esprimere grande soddisfazione per questa decisione del GIP di Trapani”, commenta Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali e Coordinatore Legale Nazionale LNDC. “All’udienza dello scorso maggio per valutare l’opposizione, LNDC era l’unica associazione presente. In tale occasione ho ribadito che la ricostruzione dei fatti dell’imputato, presa per buona dal Pm, era assurda. Nel mio atto di opposizione ho provocatoriamente richiesto una perizia tecnica per verificare se una corda può legarsi da sola intorno a una pietra. Il GIP ha giustamente ritenuto che non fosse necessario alcun supplemento di indagini. Il processo si farà e noi ci saremo.”

Voglio fare un sentito plauso al GIP che ha capito l’importanza e la gravità di questo caso rinviando a giudizio il proprietario di Mia”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC AnimalProtection.“Troppo spesso ci troviamo di fronte magistrati che non danno il giusto peso a questi gesti criminali, cosicché le nostre denunce rimangono frequentemente inascoltate. Grazie al lavoro del nostro legale e alla sensibilità del giudice, questa volta non è andata così e ci sarà un processo per dare giustizia a Mia.”

Il caso di questa povera cagnolina ebbe una grande eco nazionale anche grazie alle dichiarazioni del Ministro Costa subito dopo il fatto. Mi auguro che, come annunciato, il Ministro si costituisca parte civile nel processo che si terrà prossimamente perché questo sarebbe un segnale importante di tolleranza zero verso questi odiosi reati. Noi come sempre saremo in prima linea per cercare di ottenere il massimo della giustizia nonostante le inadeguate pene previste attualmente dal Codice Penale”, conclude Rosati.

12 luglio 2019

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