Disperato ha tentato di fuggire dalla prigione in cui era rinchiuso, probabilmente insieme a un altro cane. Il proprietario dell’appartamento ora li ha fatti sparire ma LNDC sporge denuncia e chiede il sequestro preventivo, in modo da dare uno sprono alle indagini. Rosati: ancora una volta torniamo a chiedere pene più severe che facciano da deterrente per questi comportamenti.

Quello che rimane di un povero pitbull, denutrito ed emaciato, è stato immortalato mentre tentava di saltare giù dal balcone dove evidentemente veniva detenuto in maniera a dir poco inadeguata a garantire il minimo benessere di cui aveva bisogno. Il cane poi ha desistito e non si è lanciato nel vuoto ma di lui si sono perse le tracce e, da quanto appreso, non sarebbe più in quell’appartamento.

Con la nostra Sezione locale stiamo raccogliendo tutte le informazioni possibili”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Abbiamo già preparato la denuncia per maltrattamento, in cui chiederemo anche il sequestro preventivo del povero animale in modo da tutelarlo il più possibile. Secondo alcuni racconti, in quell’appartamento degli orrori era detenuto anche un altro cane e ovviamente la nostra denuncia varrà per entrambi gli animali in pericolo date le condizioni in cui vengono tenuti.”

Auspico che le forze dell’ordine facciano tutto ciò che è in loro potere per rintracciare questi poveri cani che, appare del tutto evidente, al momento sono in mano a un essere senza scrupoli che non dà loro neanche il cibo di cui hanno bisogno. Quando mi trovo davanti a situazioni come questa mi chiedo sempre cosa possa spingere qualcuno a prendere un animale e farlo letteralmente morire di fame”, continua Rosati.

Anche in questo caso, forse con pene più adeguate a maltrattamenti del genere, le persone ci penserebbero due volte prima di infliggere queste vere e proprie torture a esseri viventi che non hanno nessuna colpa se non la sfortuna di essere capitati nelle mani di delinquenti. Ricordiamo quindi la nostra petizione con cui chiediamo un inasprimento delle pene e il fermo e l’arresto per chi commette questi reati”, conclude Rosati.

8 gennaio 2020

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