LA PROCURE APRONO UN’INCHIESTA INTERNAZIONALE. LNDC LANCIA UN APPELLO: “VERIFICATE CHI VENDE”.

Le indagini portate avanti dai Carabinieri Forestali, le procure di Ravenna, Roma e Milano hanno aperto un’inchiesta che coinvolge l’Italia, la Slovacchia e l’Ungheria su un mercato che frutta solo in Europa 5,5 milioni di euro ogni mese. Cuccioli di poche settimane maltrattati e venduti come oggetti, senza alcun riguardo per la loro salute e il loro benessere. LNDC Animal Protection invita a non alimentare un business così crudele e, se proprio si vuole acquistare anziché adottare un cane, a rivolgersi a persone serie che non vendono solo online ma che permettono di vedere la vivo la cucciolata con la mamma, per poter verificare le loro condizioni di persona.

Milano, 18 febbraio 2022 –  Il traffico illegale di cuccioli è una piaga che da tempo affligge il mondo animale e causa enorme sofferenza. Grazie alle indagini portate avanti dai Carabinieri Forestali, le procure di Ravenna, Roma e Milano hanno aperto un’inchiesta internazionale che coinvolge l’Italia, la Slovacchia e l’Ungheria su questo drammatico fenomeno. In particolare, i soggetti indagati – un romano e una ungherese – vendevano cuccioli con gravi malformazioni con un’aspettativa di vita brevissima. Le accuse per loro sono di maltrattamento di animali, truffa e violazione delle norme sulla tracciabilità degli animali. Allo stesso tempo, a Latina, un uomo e due donne sono stati denunciati per traffico illecito di animali e frode perché vendevano cuccioli senza specificare che fossero meticci ma spacciandoli per cani di razza.

Purtroppo questo genere reati sono molto più comuni di quanto si possa immaginare e dietro il cucciolo di razza tanto desiderato si nasconde molto spesso un mondo di dolore inaccettabile”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questi cuccioli vengono strappati dalle loro mamme molto prima di quanto sarebbe normale e arrivano in Italia in condizioni disperate, facendo lunghi viaggi senza alcun tipo di attenzione al loro benessere e senza le dovute profilassi vaccinali e sanitarie. Le cagnoline che li partoriscono, a loro volta, il più delle volte non hanno una vita ma vengono usate come se fossero macchine per sfornare cucciolate. Inoltre, gli incroci tra consanguinei, causano frequentemente malformazioni e tare genetiche che vengono tramandate, rendendo questi cani particolarmente fragili e che non hanno alcuna chance di sopravvivere.”

I dati ci indicano che oltre il 37% degli animali che arrivano nelle case degli italiani sono stati acquistati e che, nei Paesi dell’Unione Europea, c’è un giro di circa 46 mila cani per i quali solo nella metà dei casi è possibile la tracciabilità: un mercato capace di generare un introito di circa 5,5 milioni di euro ogni mese, cifra che si suppone essere bassa rispetto a quella reale.

Per quanto mi riguarda, la compravendita di cani – o di qualsiasi altro animale – non è accettabile da un punto di vista etico, ma se proprio si decide di andare in quella direzione anziché adottare un cane meno fortunato da un canile, è molto importante fare le dovute verifiche su chi è il venditore e da dove arriva quel cucciolo. Bisogna assolutamente diffidare da chi vende online. Una persona seria non vende i propri cani come magliette, ma si preoccupa che vadano in buone mani e fornisce tutte le informazioni necessarie per accudirli in maniera corretta”, conclude Rosati.

16 febbraio 2022 

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