Il cane presentava ferite e bruciature nei punti in cui riceveva le scariche elettriche quando abbaiava. LNDC denuncia. Rosati: è paradossale che questi strumenti di tortura siano ancora in vendita nonostante le numerose sentenze di Cassazione che ne confermano la dannosità per l’integrità psico-fisica degli animali.

Un épagneul breton di 8 anni veniva sistematicamente torturato con un collare elettrico ogni volta che abbaiava. Questa orribile vicenda è stata segnalata da un vicino di casa alla polizia locale di Nichelino, comune della città metropolitana di Torino, che ha potuto appurare che il povero cane aveva il collo ferito e il pelo bruciato come conseguenza delle scariche elettriche che riceveva ogni volta che si azzardava ad abbaiare. Il proprietario del cane è stato denunciato per maltrattamento e lo strumento di tortura è stato sequestrato.

Ovviamente sporgiamo anche noi denuncia ai sensi dell’art. 544-ter del Codice Penale, che recita: chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questi metodi non sono affatto educativi ma soltanto incivili e irrispettosi del benessere e della salute degli animali. È impensabile che una persona che tiene al proprio cane possa utilizzare un sistema del genere, produttivo solo di sofferenza e paura.”

Il paradosso è che sia ancora consentita la vendita di questi strumenti di tortura, nonostante le numerose sentenze della Corte di Cassazione che confermano come il loro uso incida negativamente sul benessere psicofisico del cane, producendo ansia, depressione e anche aggressività. Mi appello quindi al legislatore affinché vengano messi al bando tutti quegli strumenti che puntano ad ‘educare’ i cani attraverso il dolore, promuovendo invece i metodi rispettosi dell’etologia dell’animale”, conclude Rosati.

24 luglio 2019

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