Le indagini stabiliranno se il cane è stato bruciato vivo o se era già morto prima di essere dato alle fiamme. Rosati: in entrambi i casi si tratta di una barbarie su cui speriamo si faccia luce grazie alle indagini, confidando nella collaborazione dei cittadini. Tutte le istituzioni dovrebbero sostenere campagne di sensibilizzazione per promuovere il rispetto della vita.

Macabra scoperta alcuni giorni fa in un quartiere a nord della città di Termoli: un cittadino ha trovato, in un terreno di sua proprietà, i resti di un cane carbonizzato e ha allertato le autorità competenti. I resti non consentono di capire con certezza di che cane si tratti, ma secondo le persone del posto potrebbe essere un randagio comparso da qualche mese e accudito da alcuni residenti, senza che desse fastidio a nessuno. I Carabinieri stanno indagando sul caso per capire se il cane fosse già morto prima di essere dato alle fiamme o se sia stato bruciato vivo. La seconda ipotesi sarebbe ovviamente molto più grave ed è necessaria la collaborazione di chiunque possa avere informazioni utili alle indagini.

Ultimamente il livello di sadismo e crudeltà nei confronti degli animali è davvero preoccupante”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Quand’anche il povero cane fosse già morto, è importante cercare di capire come è morto e perché il suo corpo è stato poi dato alle fiamme. Anche in questo caso sporgeremo denuncia contro ignoti e auspichiamo che ci sia qualcuno che voglia rompere il muro di omertà e aiutare le forze dell’ordine nelle indagini. È impossibile che nessuno sappia nulla.”

Sono anni che chiediamo che i reati contro gli animali vengano puniti in maniera adeguata e considerati per quello che sono: azioni gravissime che denotano una pericolosità sociale a 360 gradi. Oltre a questo però è necessario anche portare avanti campagne di sensibilizzazione e informazione, cosa che LNDC fa da tempo ma serve un maggiore coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli: dalla politica alle forze dell’ordine, dalla magistratura alla scuola. Solo così si potrà cercare di ottenere un cambiamento culturale che auspichiamo per un maggiore rispetto della vita di tutti gli esseri senzienti”, conclude Rosati.

17 aprile 2019

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