LNDC scrive all’AgCom e al Comitato Media e Minori del MISE per denunciare il messaggio gratuitamente violento lanciato da una nota trasmissione televisiva. Rosati: non voglio fare pubblicità a questo programma, ma mostrare due cani istigati alla violenza è grave, fortemente diseducativo e alimenta paure che poi spesso sfociano in maltrattamenti e altre problematiche gravi.

Venerdì 10 maggio, in un noto e molto seguito programma televisivo di una importante televisione generalista, è andato in onda uno spettacolo inaccettabile e gravissimo che ha visto come protagonisti un rottweiler e un pastore tedesco. In una “prova di coraggio”, un concorrente ha dovuto indossare una tuta protettiva e resistere alla aggressione (si spera simulata) dei due cani. Quello che è venuto fuori è l’ennesima rappresentazione di “cani aggressivi” di cui francamente facevamo volentieri a meno.

La trasmissione mi è stata segnalata da numerosi cittadini, indignati per il messaggio veicolato da quelle immagini”, commenta Piera Rosati – Presidente nazionale LNDC Animal Protection. “Ancora una volta viene promulgato lo stereotipo di cane aggressivo – in particolare riferito ad alcune razze – addirittura in prima serata e in uno spettacolo visto da molti ragazzi e bambini.

Siamo da sempre contrari all’uso di animali per intrattenimento, soprattutto in situazioni che possono essere stressanti a causa delle luci, della musica, degli applausi, dei rumori. In questo caso però si è andati decisamente oltre: i due cani sono stati utilizzati per dare uno spettacolo che non rende giustizia a ciò che sono questi animali, mostrando il loro lato peggiore come sempre fomentato dall’uomo per il suo divertimento. Forse gli autori e i conduttori di questo programma TV non sanno che queste razze di cani sono molto spesso vittime di criminali che li addestrano per aumentarne l’aggressività, e questo tipo di spettacoli potrebbe sentirli legittimati a farlo”, continua Rosati.

Preferisco non fare il nome della trasmissione perché con queste cose cercano solo di farsi pubblicità, tuttavia ho scritto all’AgCom e al Comitato Media e Minori del MISE perché certi messaggi sono fortemente diseducativi e promuovono un’immagine violenta dei cani di cui davvero non abbiamo bisogno. Combattiamo ogni giorno contro il pregiudizio che c’è nei confronti di alcune razze e queste immagini rischiano di vanificare tutto il nostro lavoro, alimentando una fobia immotivata che spesso sfocia in abbandoni, maltrattamenti o violenza”, conclude Rosati.

15 maggio 2019

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