Chi uccide e maltratta  gli animali deve andare in carcere

Più uno. Un anno è passato dalla petizione lanciata dalla LNDC Animal Protection. Obiettivo: punire severamente chi maltratta o addirittura uccide un essere vivente. Finora, questo principio vale solo  se ad essere offesi sono gli esseri umani. La LNDC chiede che valga per ogni essere senziente.

Nell’hashtag c’è il senso più profondo della petizione, che la LNDC rilancia nella settimana in cui viene celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali, il 10 dicembre: #sonoqualcunononqualcosa.

Sono qualcuno. Non qualcosa.

Ma se per gli esseri umani il codice penale prevede, per l’omicidio volontario, la pena della reclusione non inferiore a ventuno anni, per gli esseri animali le pene sono talmente basse che di fatto non vengono scontate neppure in caso di condanna.

Gli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale prevedono, rispettivamente, la pena della reclusione da 4 mesi a due anni per l’uccisione di animali e la pena della reclusione da tre a 18 mesi oppure una multa (da 5.000 a 30.000 euro) per chi li maltratta

“Le condanne sono spesso difficili da ottenere – spiega Michele Pezone, avvocato e Responsabile Diritti Animali della LNDC – perché basta una richiesta di messa alla prova per uscire fuori dal processo. Inoltre, molti pubblici ministeri tendono a chiedere l’archiviazione per i casi che ritengono di minore importanza, anziché impegnarsi a condurre indagini più approfondite. A dimostrazione del fatto che queste vittime e questi reati vengono spesso considerati di serie B”.

Nel mirino di Piera Rosati, presidente della LNDC, c’è la politica: “Ogni giorno vengono uccisi decine e decine di animali nella maniera più atroce, perché i buchi legislativi permettono il perpetrarsi e il perpetuarsi dell’orrore, pene sospese, ridotte a poche ore di volontariato, al massimo una multa. Centinaia di casi archiviati con prove inconfutabili. Perché? Perché viviamo in un sistema malato, corrotto, colluso e, finché resterà tale, migliaia di altri animali continueranno ad essere trucidati per noia, per gioco, per ignoranza e odio. Vogliamo che gli animali vengano tutelati in quanto tali, mentre ora la legge punisce il ‘sentimento umano verso gli animali. Vogliamo pene severe e che sia previsto il fermo e l’arresto, mentre ora i killer restano a piede libero. Vogliamo l’introduzione del reato di strage di animali, per punire gli avvelenamenti. Vogliamo un iter definito per la custodia giudiziaria degli animali sequestrati, troppo spesso lasciati nelle mani dei loro aguzzini. Vogliamo che a scuola e nella formazione delle forze dell’ordine siano previsti dei percorsi formativi sul rispetto e la tutela degli animali. Con questa petizione chiediamo che la politica passi dalle parole ai fatti. È ora di dire basta e di farci sentire per chiedere a gran voce che venga riconosciuta agli animali la dignità che meritano, punendo in maniera severa chi li maltratta e li uccide”.

Firmando e condividendo sui social la petizione #sonoqualcunononqualcosa potrete far sentire la vostra voce.

Per non lasciare solo chi non può difendersi.

SCOPRI come puoi sostenere LNDC Animal Protection.

9 dicembre 2020