“Gli animali selvatici sono patrimonio indisponibile dello Stato”. 

Questo l’importante numero di animali rinvenuti grazie all’operazione Pettirosso dei Carabinieri Forestali di Lombardia e Veneto. LNDC Animal Protection si unisce alla denuncia contro i 139 bracconieri ai quali sono stati sequestrati 884 uccelli in vita e 2.452 morti, e sono stati contestati vari reati, tra cui quelli di furto aggravato di fauna selvatica. Piera Rosati: “Chiediamo pene molto più severe per questa piaga grave, vergognosa e anacronistica”. 

Milano, 9 novembre 2021L’operazione Pettirosso, attuata dai Carabinieri Forestali nelle zone tra Lombardia e Veneto volta a proteggere gli animali nel periodo della migrazione, ha portato alla denuncia di 139 bracconieri e al sequestro di 3.336 uccelli, di cui un consistente numero nel bresciano. LNDC Animal Protection, appena appresa la notizia, ha attivato immediatamente il proprio staff legale denunciando a propria volta i colpevoli per il reato di furto aggravato di fauna selvatica in quanto bene indisponibile dello Stato, maltrattamento e uccisione di animali, detenzione non consentita di specie protette e particolarmente protette, uccellagione, esercizio della caccia con mezzi vietati, porto abusivo di armi.

Continuiamo a chiedere pene più aspre per bracconieri e cacciatori”, commenta Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection, che aggiunge: “Queste persone devono essere messe di fronte alle conseguenze del grave reato di cui sono artefici. Sparare per perversa passione o per denaro ad animali selvatici, piccoli e indifesi come allodole e altre specie protette, è un comportamento vile e incosciente, che impoverisce il nostro ambiente e la fauna che lo abita. Non è più tempo per permettere il protrarsi di azioni del genere, chiediamo che si prevedano pene davvero severe, che consentano di eliminare definitivamente questa pratica obsoleta e violenta”.