Sequestrati animali vivi, scarichi abusivi e carcasse di animali macellati in maniera illegale. Rosati: in attesa e nella speranza che lo sfruttamento animale finisca, è necessario garantire una vita e una morte dignitosa a queste povere creature, ma l’industria della carne non è nuova a questi orrori.

Trovando delle irregolarità sul tracciamento degli animali e dei relativi scarti, nel corso di un controllo presso una macelleria, i Carabinieri Forestali e NAS hanno indagato più a fondo e hanno scoperto qualcosa di ancora più grave. In alcuni magazzini dell’azienda agricola legata alla macelleria, infatti, sono stati trovati molti animali vivi detenuti illegalmente – in quanto privi di identificazione – tra cui anche due cinghiali per i quali servirebbe una particolare autorizzazione, essendo animali selvatici. Inoltre, c’erano i resti di carcasse macellate di recente in maniera clandestina e anch’esse prive di qualsiasi forma di tracciabilità. Infine, a completare il quadro di illeciti, le acque reflue derivanti dal lavaggio delle carcasse e delle deiezioni degli animali vivi confluivano in canali che scaricavano direttamente sul terreno della vicina area boschiva.

Il titolare dell’attività è stato quindi denunciato e tutti gli animali, le carcasse e gli scarichi abusivi sono stati posti sotto sequestro. LNDC si unisce alla denuncia perché è importante che quelle poche norme che regolano il benessere degli animali cosiddetti da reddito vengano rispettate e che, sebbene siano condannati a morire, è necessario che questa arrivi nel modo più dignitoso possibile.

Purtroppo chi considera gli animali come merce e uno strumento per fare profitto spesso non mostra alcun rispetto per loro”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Per quanto mi riguarda sono del tutto contraria a qualsiasi forma di sfruttamento e uccisione di animali, quindi promuovo da sempre lo stile di vita vegano. Tuttavia, in attesa che questa forma di civiltà e di consapevolezza diventi comune a sempre più persone, bisogna assicurare che queste creature vivano quel poco tempo che hanno nella migliore maniera possibile. Le condizioni di vita devono ancora migliorare tanto, rispetto alle norme che abbiamo ora, ma anche quel poco che c’è va rispettato e seguito”, continua Rosati.

Tra l’altro, scaricando i reflui direttamente sul terreno, i titolari di questa attività hanno mostrato anche un totale disinteresse per l’ambiente circostante. Una forma mentis che purtroppo è altrettanto difficile da sradicare quanto quella sullo sfruttamento degli animali. Sono però fiduciosa che ci siano sempre più persone che prendono coscienza dell’orrore che si nasconde dietro la produzione della carne e prima o poi si arriverà a considerare gli animali degli esseri senzienti, quali in effetti sono, e meritevoli di diritti come noi”, conclude Rosati.

2 febbraio 2022

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