SARDEGNA – GRAVI ACCUSE AL MONDO DEL VOLONTARIATO

Secondo una veterinaria ASL il randagismo sarebbe incrementato da volontari che abbandonano cucciolate. Rosati: accuse incomprensibili, gravissime e infamanti, se ha prove denunci altrimenti non faccia illazioni. I volontari sono una risorsa e troppo spesso continuano a sopperire alle mancanze delle istituzioni.

Alcuni giorni fa, durante il TG regionale di Rai 3, è andato in onda un servizio sulla lotta al randagismo da parte della Regione Sardegna, anche tramite l’estensione dell’obbligo di iscrizione in anagrafe a gatti e furetti di proprietà per il rilascio del passaporto europeo. Ovviamente, però, l’attenzione principale è stata posta sull’identificazione di tutti i cani presenti sul territorio regionale che purtroppo presenta ancora un alto tasso di randagismo e abbandoni.

A tal proposito, è intervenuta la dott.ssa Carla Cortis – Capo Settore anagrafe canina del Servizio Veterinario ASL di Cagliari – con delle affermazioni a dir poco discutibili. La dott.ssa Cortis infatti ha sostenuto che cucciolate di cani da pastore tipo maremmano vengono prese in stallo da volontari che poi, non riuscendo a trovare loro una adozione, li abbandonano affinché vengano accalappiati dai comuni.

Le affermazioni della dott.ssa Cortis sono molto gravi e offensive”, dichiara Piera Rosati – Presidente nazionale LNDC. “Se ha contezza di volontari che abbandonano animali, la invito io per prima a sporgere denuncia alle autorità competenti visto che l’abbandono è un reato previsto dal Codice Penale. In caso contrario, la esorto a non fare illazioni di questo genere che minano la reputazione e la credibilità di tante persone che sacrificano gran parte del proprio tempo per aiutare gli animali in difficoltà e sopperire alle gravi mancanze delle istituzioni”.

Anziché incolparli di presunti reati e di incrementare il randagismo, la dottoressa dovrebbe mostrare un po’ più di rispetto e gratitudine per tutto ciò che i volontari fanno in una regione martoriata dal randagismo come la Sardegna. Francamente non riesco a comprendere le motivazioni dietro le sue dichiarazioni. Forse sarebbe il caso di prestare più attenzione a chi davvero è causa del randagismo, e cioè tutti quei proprietari irresponsabili che non sterilizzano i propri animali e li lasciano vagare e riprodursi liberamente”, conclude Rosati.

18 giugno 2018

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