Una morte che, con le giuste cure, molto probabilmente si sarebbe potuta evitare o quantomeno trattare con maggiore dignità e rispetto. LNDC Animal Protection non ci sta e chiede conto al Comune di Roma del suo operato per vigilare sulla salute degli animali di sua proprietà, con una lettera al Sindaco e portando in Procura le criticità più gravi. Rosati: “Auspico che il Sindaco Gualtieri dia finalmente un segnale di civiltà e rispetto che chiediamo da tempo, la situazione non può andare avanti così”.

La gestione sanitaria dei canili di Roma, Muratella e Ponte Marconi, è ormai completamente allo sbando e di questo ne fanno le spese soltanto i cani che hanno la sfortuna di trovarsi lì. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Rocky, morto dopo aver sofferto lungamente per delle forti crisi epilettiche che non gli hanno dato pace. Al povero cane era stata cambiata la terapia per i suoi problemi neurologici dal veterinario convenzionato con il Comune e, nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni fosse stato più volte segnalato, il medico non è intervenuto ma è stato necessario che gli operatori del canile portassero Rocky presso una clinica privata a spese del gestore del canile, quando però era ormai troppo tardi. Non è chiaro il motivo per cui la terapia sia stata modificata, soprattutto perché già nel 2021 si era tentato di ridurre il dosaggio del farmaco somministrato a Rocky con il risultato di un peggioramento su cui però si era intervenuti in tempo ristabilendo la posologia precedente. Dato il pregresso, risulta difficile capire come mai il veterinario convenzionato abbia deciso di ritentare con questa strada a suo tempo fallimentare. Il cane, infatti, pochi giorni fa stava bene prima del nuovo cambio di terapia e purtroppo ora non c’è più.

Quella di Rocky è una morte che forse poteva essere evitata”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Quello che sappiamo di sicuro è che doveva essere gestita in modo tempestivo, con maggiore rispetto e considerazione della sofferenza di questo povero animale da parte di chi è pagato con soldi pubblici per prendersi cura del loro benessere. La gestione sanitaria e veterinaria dei canili di Roma presenta una serie di criticità gravi che abbiamo già portato all’attenzione del Comune in passato e che oggi torniamo a fare. Ho infatti scritto un’altra lettera al Sindaco Gualtieri per evidenziare tutti i problemi che l’attuale convenzione comporta, sottolineando in particolare ovviamente il caso di Rocky. Stiamo lavorando per portare tutte le problematiche più gravi all’attenzione della Procura, perché bisogna valutare la sussistenza di fattispecie di reato. Non è più possibile tollerare questo modo di portare avanti le cose. Troppi cani stanno pagando, in alcuni casi con la propria vita, per questa situazione ed è ora che il Sindaco e tutta l’Amministrazione comunale si assumano le proprie responsabilità, dato che i cani sono di loro proprietà.

Roma è la capitale del nostro Paese e ci si aspetta che sia da esempio a tutte le altre città d’Italia. In questo momento, invece, è probabilmente una delle città peggiori per quanto riguarda la situazione dei canili e, soprattutto, per quanto riguarda la collaborazione con le Associazioni di protezione animale. Lungaggini, burocrazia e mancanza totale di collaborazione rendono di fatto vani tutti gli sforzi fatti dagli attivisti per tutelare il benessere degli animali e promuovere la adozioni dei cani del Comune di Roma. È necessaria una riorganizzazione completa, maggiori controlli – come evidenziato anche da Anac – e una riforma delle modalità operative, oltre a una nuova convenzione veterinaria che garantisca realmente cure adeguate, tempestive, e ci siamo messi a disposizione per apportare tutta la nostra esperienza al fine di risolvere questi problemi. Mi auguro che il Sindaco Gualtieri dia finalmente un segnale concreto di civiltà e rispetto che da tempo aspettiamo”, conclude Rosati.

23 maggio 2022

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