ROCKY UCCISO A NAPOLI DALLA POLIZIA
PRIMA UDIENZA: LNDC PARTE CIVILE NEL PROCESSO

Il fatto accadde a luglio 2019, dove Rocky fu ucciso da un poliziotto durante un intervento riguardante il suo compagno di vita umano, agli arresti domiciliari. Da allora LNDC Animal Protection si è battuta per non fare archiviare il caso e ora è stata ammessa come parte civile nel processo. “La prossima udienza sarà l’11 maggio, faremo tutto ciò che è necessario per assicurarci che questa persona paghi per quello che ha fatto”, afferma la presidente Piera Rosati: “Ancora oggi mi chiedo perché mai sparare la seconda volta per uccidere il povero Rocky”

Napoli, 14 aprile 2021 – Il Pitbull Rocky fu ucciso, senza necessità, a luglio 2019 in via Rosaroli a Napoli da un’agente di polizia, durante un intervento riguardante il suo compagno umano agli arresti domiciliari. Ieri, dopo avere evitato l’archiviazione del caso, lo staff legale di LNDC Animal Protection si è presentato in aula alla prima udienza di questo processo presso il Tribunale di Napoli, dove l’associazione è stata ammessa come parte civile, ottenendo un rinvio a giudizio l’11 maggio prossimo.

“Andremo avanti e faremo tutto ciò che è necessario per assicurarci che questa persona paghi per quello che ha fatto”, afferma Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection, “ma la domanda che ancora oggi mi pongo è: una volta esploso il primo colpo e ferito il cane, perché mai sparare la seconda volta per ucciderlo? La violenza sugli animali”, continua Rosati, “diventa particolarmente inaccettabile quando viene commessa da persone in divisa e con una pistola d’ordinanza”, continua Rosati: “Si tratta di persone che dovrebbero tutelare la vita di tutti e, soprattutto, dovrebbero essere i primi a rispettare le leggi. Mentre questo agente ha mostrato una completa indifferenza per la vita del povero Rocky, ucciso senza motivo”. 

Ai tempi del fatto, fu Campoli, GIP del Tribunale di Napoli a ordinare l’imputazione coatta dando legittima dignità a questo caso e il giusto rilievo alle immagini indiscutibilmente chiare dei video che avevano ripreso l’accaduto, evidenziando che al momento del secondo e fatale sparo il povero cane era già palesemente ferito e dall’andatura claudicante.

“Seguiamo questo processo con grandissima attenzione”, argomenta infine Michele Pezone, ufficio legale di LNDC Animal Protection, “perché abbiamo avuto un ruolo importante nella fase delle indagini, facendo opposizione alla richiesta di archiviazione del caso. Confidiamo ora in una giusta condanna per chi ha ucciso senza necessità un animale già ferito”.