Tre cardellini, specie protetta, sono stati liberati dai Carabinieri dopo aver scoperto una trappola posizionata da due uomini nella provincia reatina. LNDC si è unita alla denuncia per maltrattamento di animali e uccellagione. Rosati: i selvatici sono patrimonio indisponibile dello Stato, caccia e bracconaggio sono una piaga. 

Tra le diverse pratiche orribili utilizzate dai bracconieri c’è l’uccellagione, che consiste nell’utilizzo di trappole o reti fisse per catturare uccelli vivi. Una pratica che in Italia è illegale ma che purtroppo continua a essere usata molto spesso. E infatti, in provincia di Rieti, una pattuglia di Carabinieri ha fermato e denunciato un 33enne e un 65enne proprio per l’utilizzo di questo sistema e per maltrattamento di animali. Oltre alle reti, infatti, i due uomini avevano legato due cartellini vivi con del nylon per utilizzarli come richiami, allo scopo di attirare nella trappola altri uccelli della stessa specie.

Tre cardellini, i due usati come richiami e un terzo che era già rimasto intrappolato nella rete, sono stati rimessi subito in libertà dai militari mentre tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro. Le indagini ora dovranno fare luce sulla destinazione che i due uomini avevano previsto per gli animali catturati, molto probabilmente il mercato clandestino dato che questi uccelli fanno parte delle specie protette.

Il team legale di LNDC Animal Protection ha sporto a sua volta denuncia contro i due bracconieri e seguirà da vicino anche questa ennesima vicenda di crudeltà sugli animali. La caccia e il bracconaggio sono una vera piaga per la fauna selvatica, anche se solo la seconda attività è considerata illegale. Tuttavia, in moltissimi casi i bracconieri sono in realtà dei cacciatori autorizzati che però operano al di fuori dei limiti di legge, il che rende evidente la malafede che c’è spesso dietro il mondo venatorio. Per questo è sempre più necessario intensificare i controlli e, soprattutto, prendere in seria considerazione l’opzione di abolire finalmente questa attività crudele e anacronistica, che non ha più alcun senso di esistere nel 21° secolo.

“Cacciatori e bracconieri pensano di poter fare ciò che vogliono ma sembrano dimenticare che gli animali selvatici sono definiti dalla legge patrimonio indisponibile dello Stato. Che si tratti di sfogare la loro frustrazione uccidendo creature indifese o di tentare un facile guadagno trafficando con specie protette, non devono avere il diritto di continuare a portare avanti condotte così discutibili e lesive per l’habitat e la fauna”, commenta Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection.

7 ottobre 2021 

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