Cani detenuti in condizioni igienico-sanitarie gravissime, affetti da varie patologie, parassitosi e rogna sono stati posti sotto sequestro e ora si provvederà a curarli. Alcuni, provenienti dallo stesso posto, erano già stati presi e curati dal canile convenzionato. La Sezione LNDC locale si è offerta di promuovere l’adozione e aiutarli nel recupero comportamentale. Rosati: servono maggiori controlli su questi pseudo-allevatori che sfruttano gli animali senza alcuna considerazione del loro benessere.

Grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali sono stati finalmente sequestrati circa 30 cani che vivevano ancora in condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie in un allevamento/canile lager abusivo a Ribolla, frazione del comune di Roccastrada in provincia di Grosseto. La situazione era stata portata all’attenzione della Sezione LNDC locale dal mese di luglio, quando gli attivisti LNDC si sono messi a disposizione dell’amministrazione comunale per dare il proprio supporto per risolvere questa gravissima situazione.

A fine luglio, una quindicina di cani sono stati ceduti spontaneamente dal detentore alla ASL. Attualmente sono al sicuro presso il Dog Farm, una struttura accreditata, dove sono stati curati e seguiti da un educatore e molti di loro sono pronti per l’adozione”, fa sapere Silvia Preziosi – Presidente della Sezione LNDC di Grosseto. “Abbiamo sempre ribadito la necessità di procedere al sequestro degli altri perché le condizioni di detenzione erano assolutamente incompatibili con il benessere degli animali e tutti i cani presentavano vari problemi di salute, tra cui anche la rogna sarcoptica trasmissibile anche all’uomo. Per questo motivo, non avendo un nostro rifugio ma ospitando i cani in stallo nelle nostre abitazioni, noi volontari non abbiamo potuto prenderci carico direttamente di questi animali. Ora finalmente, quando tutti saranno trasferiti presso il canile convenzionato con il Comune di Roccastrada, potremo promuovere le loro adozioni come da progetto presentato all’assessore preposto. Prima però ci sarà da lavorare anche a livello comportamentale dato che, oltre ai problemi fisici, quasi tutti questi cani sono fobici o molto diffidenti verso l’uomo.

Ringrazio Silvia e tutti i volontari di Grosseto per l’attenzione e l’impegno che stanno dedicando a questo gravissimo caso” afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Il team legale di LNDC sta seguendo la situazione e faremo tutto ciò che la legge ci consente per tutelare anche questi animali, ennesime vittime della crudeltà e dell’indifferenza. Da quanto abbiamo appreso, la persona in questione è il tipico sfruttatore che fa nascere cucciolate senza alcun criterio e senza le minime accortezze di carattere sanitario, per poi venderli in maniera totalmente illecita grazie a internet.”

Anche questo caso dimostra quanto siano importanti dei controlli più stringenti sugli allevatori, o presunti tali, che vendono i propri cani sulla rete e senza una tracciabilità accurata. Allo stesso tempo, rinnovo l’invito a chi proprio vuole comprare un cane di razza – anziché adottarne uno abbandonato in un canile – ad accertarsi della provenienza del cucciolo e visitare di persona l’allevamento, segnalando eventuali situazioni come questa alle autorità competenti”, conclude Rosati.

7 novembre 2019

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