REGGIO CALABRIA– LA VERITÀ SUL CANILE DI CAMPO CALABRO

Bufale, proclami e illazioni la fanno da padrone sui social network ma quello che conta sono i fatti. Gli obiettivi di LNDC sono la tutela degli animali, la trasparenza e la legalità e non c’è spazio al suo interno per chi non rispetta questi principi chiave.

Il caso del Canile di Campo Calabro (RC) ha rappresentato una pagina molto difficile e dolorosa per LNDC che, senza se e senza ma, ha portato avanti la propria battaglia per il ripristino della legalità e per la tutela degli animali, intraprendendo talvolta difficili provvedimenti anche contro le proprie articolazioni territoriali. La Sezione locale infatti è stata chiusa e tutti i responsabili della situazione disastrosa sono stati denunciati.

Il tutto ha avuto origine da una serie di irregolarità statutarie e da alcune segnalazioni allarmanti relative ai cani tenuti in condizioni assolutamente non idonee al loro benessere, malnutriti e con evidenti carenze igienico-sanitarie. Questo ha portato a dei sopralluoghi in collaborazione con le forze dell’ordine, che hanno purtroppo confermato le informazioni che erano arrivate al Consiglio Direttivo nazionale.

Davanti a queste circostanze LNDC non ha esitato a fare di tutto per tutelare gli animali, mettendo da parte la rabbia e il dolore causati dal vero e proprio tradimento attuato da parte di persone in cui si era riposta fiducia. Tradimento perché la cura e il benessere degli animali dovrebbero essere lo scopo principale – se non unico – di chi dice di amarli e quando ciò viene meno è davvero un colpo al cuore, ma questo non deve impedirci di andare avanti e continuare a perseguire i nostri obiettivi e tutelare al massimo gli animali denunciando chiunque si renda responsabile di comportamenti sbagliati nei loro confronti, indipendentemente dall’appartenenza.

In quest’ottica, dopo aver chiuso la Sezione e sporto denuncia, LNDC ha provveduto a sistemare i cani più bisognosi presso strutture idonee gestite dai propri volontari e ha continuato a mandare aiuti sotto forma di cibo per gli animali in attesa di essere trasferiti. Inoltre, l’Associazione veglierà e cercherà un’idonea sistemazione anche per i cani dei comuni che sono stati trasferiti negli altri canili convenzionati a seguito dell’ordinanza di sgombero della struttura di Campo Calabro.

Nonostante il muro di omertà eretto intorno al canile, LNDC non si è data per vinta e ha continuato a ricercare documentazione e indagare e l’inchiesta, avviata da Lega Nazionale per la Difesa del Cane con un esposto del 22 marzo 2018, ha trovato fondamento e conferma anche nelle azioni portate avanti dalle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria, come riportato dagli organi di stampa.

Le azioni contano molto più delle parole e, indipendentemente dai proclami e dalle polemiche sui social network, ognuno sarà giudicato per ciò che ha fatto o non ha fatto. Il nostro patrimonio è fatto di risorse umane oneste e infaticabili e, per rispetto a loro e mantenere la credibilità conquistata in tanti anni di dedizione, non possiamo rimanere impassibili davanti a chi non rispetta i principi chiave della nostra Associazione e della legalità. Noi con tenacia, caparbietà e coerenza affrontiamo le sfide e le difficoltà, mettendoci la nostra faccia.

Se qualcuno avesse informazioni sul canile di Campo Calabro che ritiene possano essere utili alle indagini, è pregato di mettersi in contatto con Lega Nazionale per la Difesa del Cane indirizzando una mail a info@legadelcane.org.

6 giugno 2018

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ufficio Stampa
Tel 02 26116502
Fax 02 36638394
info@legadelcane.org
www.legadelcane.org

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