Avrebbe dovuto prendersi cura di loro. Avrebbe dovuto occuparsi esclusivamente del loro benessere. E invece un veterinario di Ravenna li maltrattava e li sopprimeva, con la complicità dei proprietari. Come è emerso dalle indagini compiute dagli inquirenti, l’unica ragione della sua vita erano i soldi. E gli animali erano solo un pretesto per farli.

I fatti risalgono al 10 dicembre, quando la Polizia Locale di Ravenna, il Gruppo Carabinieri Forestali di Ravenna e la Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali (SOARDA) del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità di Roma perquisiscono lo studio di un veterinario alla periferia della città. L’uomo era da tempo nel mirino della Procura per una serie di denunce ricevute, per la soppressione e il maltrattamento di alcuni animali.

Le indagini hanno portato alla luce una lunga serie di irregolarità, che spaziavano dai requisiti igienico-sanitari mancanti allo smaltimento dei rifiuti sanitari. Non solo. La magistratura ha contestato all’uomo anche la commissione di reiterate frodi fiscali, che hanno comportato il sequestro di denaro e titoli finanziari per oltre un milione di euro. 

“Quest’uomo – denuncia Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection con molta probabilità finalmente pagherà per i suoi crimini ma, se andrà in galera, non sarà per avere ucciso e maltrattato degli animali ma per avere commesso dei reati tributari.”. Rosati rivolge quindi un nuovo appello alle forze politiche, affinché riformino le norme del Codice Penale, aggravando le pene per i reati commessi a danno degli animali: “Assistiamo quotidianamente ad atti di violenza su esseri viventi di tutte le specie. Una persona normale non può restare indifferente di fronte alla sofferenza di un animale che non può difendersi. È ora che il nostro Stato si doti di leggi che tutelino veramente tutti gli esseri senzienti e che puniscano davvero chi fa loro del male. E queste leggi – prosegue la Presidente di LNDC – dovrebbero sanzionare ancora più severamente chi uccide gli animali invece di guarirli. Come quest’uomo, una vergogna per la professione veterinaria”. 

LNDC ricorda come sia sempre possibile sottoscrivere la petizione #sonoqualcunononqualcosa per chiedere sia di punire con pene severe chi uccide o maltratta gli animali, con aggravanti per efferatezza, sevizie e sadismo, di introdurre il reato di strage di animali e di rendere impossibile, per chi viene condannato, di continuare a detenere animali. 

17 gennaio 2021 

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