Al Presidente
della Regione Puglia
Dott. Michele Emiliano
segreteria.presidente@regione.puglia.it
presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

All’Assessore all’Agricoltura
Della Regione Puglia
Dott. Donato Pentassuglia
segreteria.agricoltura@regione.puglia.it

Milano, 19 maggio 2022

Oggetto: misure di controllo della popolazione di cinghiali.

Egregio Presidente, egregio Assessore,

scrivo in qualità di Presidente di LNDC Animal Protection, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 80 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Ho appreso, tramite la stampa, dell’appello che vi ha rivolto Coldiretti in merito alla presunta necessità di ricorrere all’abbattimento di cinghiali nella vostra Regione. Stando a quanto riferito da Coldiretti, i cinghiali che popolano la Puglia sarebbero 250mila – e già sarebbe interessante capire come è stato calcolato questo numero e verificarne l’esattezza – e sarebbero responsabili di qualsiasi genere di danno e calamità. Ho letto dell’incidente che ha coinvolto un ragazzo a Castellaneta e sono ovviamente rammaricata per il giovane che è rimasto ferito, ma un episodio isolato non può tradursi in un giudizio di conclamata pericolosità e aggressività di questi animali. Se fossero davvero così numerosi e così aggressivi, di certo sarebbero stati registrati altri e ben più gravi casi.

Allo stesso modo, è del tutto pretestuoso utilizzare la minaccia della Peste Suina Africana per giustificare, come ha fatto Coldiretti, la richiesta di ridurre la popolazione di cinghiali tramite abbattimenti cosiddetti “selettivi”, soprattutto considerando che, da quanto mi risulta, non è stato registrato nessun caso di questo virus nella Regione Puglia. La diffusione del virus della Peste Suina Africana è sicuramente una grande preoccupazione per le Istituzioni così come per tutti noi coinvolti nella protezione degli animali e nella promozione dei loro diritti. Sicuramente è necessario monitorare con molta attenzione la situazione per prevenire la diffusione del virus, rispettando le misure di prevenzione della PSA disposte dalla Direzione Generale della Sanità animale del Ministero della Salute. Tuttavia mi auguro che non si ricorra realmente, come richiesto da Coldiretti, ad abbattimenti cosiddetti “selettivi” di cinghiali che, troppo spesso, sono in realtà un modo per dare il semaforo verde all’uccisione indiscriminata di questi animali, anziché ricorrere ad un approccio scientifico per la soluzione del problema.

La società in cui sono organizzati i cinghiali ha una struttura molto precisa e l’uccisione dell’esemplare sbagliato può causare danni ancora maggiori in termini di crescita della popolazione. Ad esempio, uccidere la matriarca comporta che tutte le altre femmine vadano in estro, riproducendosi così in maniera incontrollata. Questo perché la presenza della matriarca inibisce l’estro delle altre femmine del gruppo sociale, dato che è l’unica “autorizzata” a riprodursi. Allo stesso modo, abbattere i maschi più adulti lascia spazio ai giovani più forti e più fertili.

Le misure per controllare e contenere la diffusione del virus e della popolazione dei cinghiali in generale devono sicuramente essere prese ma devono vertere su altri sistemi, in primis la rimozione della spazzatura dalle strade che attira numerosi esemplari fino in città.

Fiduciosa che vorrete prestare la massima attenzione alla situazione, nel pieno rispetto della vita e del benessere degli animali, resto in attesa di un riscontro e porgo distinti saluti.

Piera Rosati
Presidente
LNDC Animal Protection