Con lo spauracchio della Peste Suina Africana, di cui non sembra risultare ancora nessun caso nella Regione, e con l’accusa di essere causa di problemi insormontabili di ordine pubblico, i cinghiali rischiano di finire nel mirino dei fucili con la scusa di contenerne la popolazione. Rosati: “Ho scritto per ricordare che l’abbattimento non è una soluzione efficace, si deve punire l’inciviltà di chi abbandona rifiuti in strada e mettere in sicurezza strade e campi coltivati”.

Secondo Coldiretti Puglia, i cinghiali nella Regione sarebbero ormai il pericolo pubblico numero uno e per questo andrebbero abbattuti. Questo è il sunto dell’appello che ha rivolto al Presidente Emiliano, con un racconto degno di un film dell’orrore. Secondo Coldiretti, le zanne dei cinghiali sarebbero delle “vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali oltre a diventare strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti”, senza contare che – sempre secondo l’Associazione dei coltivatori – sarebbero causa del raddoppio degli incidenti stradali, di aggressioni ad altri animali, addirittura di assedi a stalle e  rappresenterebbero un pericolo per la salute e la sicurezza, dato che razzolano tra i rifiuti.

È interessante il punto di vista dei coltivatori, secondo cui se i cinghiali razzolano tra i rifiuti il problema non sono i rifiuti stessi ma gli animali”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.Anziché denunciare la pessima abitudine di lasciare rifiuti incustoditi in giro, cosa che realmente rappresenta un problema di salute e di sanità pubblica anche a causa dell’inquinamento prodotto, si decide di prendersela con gli animali che vanno a rovistare tra le cose abbandonate da gente incivile. Anziché recintare in maniera adeguata e sicura i campi coltivati, si decide di condannare a morte gli animali che osano attraversarli. Anziché custodire adeguatamente i propri animali da compagnia, che spesso sono causa e vittime di incidenti dato che vagano sulle strade, si chiede di abbattere i selvatici che potrebbero aggredirli.

Coldiretti non manca nemmeno di utilizzare lo spauracchio della Peste Suina Africana per giustificare la richiesta di abbattimento dei cinghiali, per ‘tutelare’ i maiali degli allevamenti, comunque già condannati a morte, sebbene non mi risulta che sia stato registrato alcun caso di PSA nella Regione. Questo virus ormai è diventato una scusa davvero appetibile per chi vuole aiutare i cacciatori a sfogare i propri istinti più bassi, uccidendo esseri viventi a destra e a manca. Ho scritto quindi una lettera al Presidente Emiliano e all’Assessore all’agricoltura, ricordando che l’abbattimento dei cinghiali non è una soluzione efficace per controllarne la popolazione, come più volte evidenziato dalla scienza, dato che può portare al contrario a un aumento esponenziale. Mi auguro fortemente che la Regione voglia scegliere la strada del rispetto e della tutela della fauna selvatica e della biodiversità, ricorrendo ad altri mezzi per assicurare una migliore e pacifica convivenza tra le specie”, conclude Rosati.

19 maggio 2022

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