Mentre in tutto il Paese i “comuni” cittadini sono alle prese con restrizioni, interrogandosi ogni giorno su cosa si può fare e non si può fare, districandosi tra zone gialle, arancioni e rosse, mandando i figli a scuola a settimane alterne, c’è una classe – evidentemente speciale – di cittadini che può andare in giro per lo più indisturbata: i cacciatori.

Anche in Piemonte, come in diverse altre Regioni, questi professionisti della morte hanno avuto il via libera e si sono potuti spostare tra Comuni diversi senza alcun problema, anche nel periodo di maggiore chiusura sotto le festività natalizie. La Regione infatti ha ritenuto che l’attività venatoria fosse una “necessità” per arginare fantomatici danni alle coltivazioni o addirittura scongiurare pericolosissimi attentati alla sicurezza pubblica e ha prorogato la stagione di caccia fino al 31 gennaio.

I cittadini piemontesi, quindi, sono costretti a schivare colpi di fucile in qualsiasi momento osino mettere il naso fuori di casa, nel rispetto – loro sì – delle norme disposte per il contenimento del contagio da Covid-19. Peccato che la stessa cosa non possano farla gli animali selvatici, ormai braccati e uccisi senza pietà e senza le altre attività umane che possano creare un minimo di “disturbo” alle falangi armate. 

“La mattanza di animali in Piemonte sta sollevando l’indignazione di tante persone. Abbiamo ricevuto lamentele e segnalazioni da moltissimi cittadini indignati, alcuni totalmente insospettabili e che normalmente non sarebbero nemmeno contrari a questa pratica che per me rimane sempre e comunque inutile, barbara e crudele. Purtroppo l’arroganza e l’inciviltà dei cacciatori è fomentata da una classe politica che, per piaggeria elettorale, continua a fare favori a una lobby che però perde finalmente terreno nell’opinione pubblica. Nel frattempo, contiuiamo a piagere i morti e sensibilizzare le persone contro queste stragi insensate”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. 

21 gennaio 2021