LNDC Animal Protection si è costituita parte civile contro il criminale che a Pescia ha sacrificato per gioco e rivalse personali la piccola cagnolina, filmandone le torture. Rosati: il dolore di un animale è identico a quello di un uomo, con tutte le aggravanti del caso. L’Italia chiede giustizia e si aspetta una sentenza esemplare.

Si è appena tenuta la prima udienza davanti al Tribunale di Pistoia relativa al processo per la spietata uccisione di Pilú. LNDC, da subito in prima linea, si è costituita parte civile e plaude il giudice per aver rigettato sia la richiesta di messa alla prova che la richiesta di patteggiamento formulate dall’imputato.

La storia di Pilù è tristemente nota ormai in tutta Italia. Questa piccola cagnolina fu prima martoriata e poi barbaramente uccisa dal compagno della sua proprietaria, probabilmente come vendetta per presunti torti subiti dalla fidanzata. A farne le spese è stata lei, seviziata in maniera atroce mentre il suo aguzzino riprendeva tutto con il cellulare. Il video poi è stato diffuso in rete e ha permesso di identificarlo e denunciarlo.

“Non è purtroppo un caso isolato quello di torture filmate contro animali, ma questo e la crudele e insensata uccisione di Angelo, restano i più agghiaccianti”, commenta Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “In entrambi i casi assistiamo allo stesso copione, stessa spavalderia e senso di forte impunità nel proporre l’agonia di un innocente”.

A oltre quattro anni di distanza dalla morte di questa sfortunata creatura, finalmente, Il prossimo 13 maggio si svolgerà l’istruttoria del processo. L’imputato è stato denunciato per uccisione di animale a seguito di maltrattamenti (art. 544-ter commi 1 e 3 Codice Penale) con l’aggravante dei futili motivi (art. 61 C.P.) e rischia oltre due anni di carcere nel caso in cui venga applicata la massima pena, cosa che chiederemo con fermezza. Intanto, nell’udienza che si è tenuta ieri, Il giudice ha rigettato sia la richiesta di messa alla prova che la richiesta di patteggiamento formulate dall’accusato”, Continua Michele Pezone.

La ferocia con cui questo mostro ha infierito su una povera cagnolina indifesa è davvero orribile”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Auspichiamo che la sentenza sia esemplare ma resta il fatto che queste pene sono ancora troppo blande ed è necessario che vengano inasprite con urgenza. La frequenza con cui si verificano episodi di questo genere è allarmante e fa capire che le leggi attuali non sono un deterrente efficace per tenere a bada la crudeltà. Ciò che sconcerta è il silenzio e la mancata presa netta di posizione da parte delle istituzioni, di chi detiene nei palazzi la guida morale del Paese. Al contrario, il popolo che rispetta e ama gli animali chiede giustizia a gran voce perché il dolore di un animale è identico a quello di un uomo, con tutte le aggravanti del caso”.

3 novembre 2020 

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