PESCARA– ORDINE VETERINARI NON RADIA MEDICO CONDANNATO

La radiazione era stata richiesta dalla LAV dopo la condanna definitiva della Cassazione per gli orrori avvenuti nell’allevamento di Green Hill, l’Ordine risponde con una sospensione di sei mesi. LNDC lancia un mail bombing per chiedere nuovamente la radiazione. Rosati: Come si può pensare di reintegrare una persona responsabile della sofferenza di oltre 6000 cani?

Un anno e sei mesi di reclusione, questa la condanna definitiva dopo la sentenza di Corte di Cassazione per il veterinario pescarese. Le accuse erano di maltrattamento e uccisione di animali nell’allevamento lager di Green Hill. Un reato tanto più grave quando, come in questo caso, è perpetrato da un medico veterinario. Secondo quanto sancito dalla Suprema Corte, infatti, l’uomo in questione è uno dei principali responsabili della morte di oltre 6000 beagle detenuti in quell’inferno, uccisi solo perché non utili alla sperimentazione animale in quanto affetti da comuni patologie che un veterinario potrebbe curare facilmente. La politica aziendale però prevedeva che venissero ammazzati per contenere i costi.

A seguito della pronuncia della Cassazione, per la quale anche LNDC aveva espresso grande soddisfazione dopo essere stata parte attiva in tutto lo svolgimento della vicenda Green Hill, LAV aveva chiesto all’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Pescara – presso cui è iscritto – la radiazione del medico condannato. L’unico provvedimento disciplinare adottato dall’Ordine, invece, è stata la sospensione dalla professione per soli 6 mesi.

In questo momento non posso non vergognarmi delle mie origini pescaresi,” afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Un vero veterinario dovrebbe occuparsi della salute e del benessere degli animali. Come si può pensare di reintegrare il responsabile della sofferenza di oltre 6000 cani? Qual è il messaggio che l’Ordine vuole mandare? Non si può ‘punire’ una strage del genere con un buffetto sulla mano. La richiesta della LAV era più che legittima ed è assurdo che questo veterinario possa tornare a esercitare la professione tra soli sei mesi.”

LNDC invita tutti i suoi sostenitori a spedire una e-mail all’indirizzo segreteria@ordvetpescara.it o una PEC all’indirizzo ordinevet.pe@pec.fnovi.it per tornare a chiedere la radiazione dall’Ordine per il veterinario condannato. Facciamo sentire tutti insieme la nostra voce affinché il responsabile di tanta sofferenza e morte non possa tornare a occuparsi della salute dei nostri amici a quattro zampe.

6 dicembre 2017

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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