Soddisfazione di LNDC, parte civile nel processo, per la condanna che però rimane insufficiente per la gravità dell’episodio. Rosati: ribadiamo la necessità di inasprire le pene. Grazie a chi ha denunciato e non si è girato dall’altra parte, chi assiste a queste violenze raccolga prove e si rivolga alle forze dell’ordine.

È finalmente giunto a conclusione il processo per maltrattamenti a carico di A.R., 31enne di Pescara, che nel 2014 aveva ripetutamente e brutalmente picchiato e preso a calci il volpino della sua compagna sul balcone di casa. Il tutto era stato filmato da un vicino che aveva allertato il Corpo Forestale dello Stato, all’epoca non ancora accorpato nell’Arma dei Carabinieri, e questo aveva portato alla denuncia per maltrattamento ai sensi dell’art. 544-ter del Codice Penale.

LNDC si era quindi costituita parte civile nel procedimento penale per poterlo seguire da vicino e sostenere le accuse contro l’autore di tanta violenza. Nel frattempo il cagnolino, che fortunatamente non aveva subito conseguenze gravi, era stato sequestrato e successivamente riaffidato alla proprietaria che aveva lasciato il maltrattatore e si era trasferita in un’altra casa.

Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC esprime la sua soddisfazione per l’esito del processo: “L’imputato è stato condannato a pagare una multa di 7.000 euro che, con le leggi attuali, è poco più del minimo edittale, ma siamo comunque soddisfatti. Spesso infatti ci troviamo davanti a richieste di archiviazione, mentre questo caso è stato trattato con la dovuta attenzione e serietà. Il magistrato, dott. Di Salvatore, si è anche interessato dell’attuale stato di salute del cagnolino chiedendo sue notizie alla proprietaria, sentita come testimone. Un segnale positivo che dimostra sensibilità.”

Una condanna per maltrattamenti è sempre una vittoria, anche se il pagamento di una multa è davvero poco per quello che ha dovuto subire il povero cagnolino”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ancora una volta dobbiamo ribadire che le pene previste dall’attuale ordinamento sono insufficienti ed è necessario che si proceda rapidamente alle dovute modifiche del Codice Penale per punire in maniera adeguata chi maltratta o uccide un animale.”

In questa circostanza è stata fondamentale la prontezza di un vicino che ha filmato la violenza a cui era sottoposto il volpino, rivolgendosi poi alle forze dell’ordine. Grazie al suo intervento è stato possibile mettere fine alle angherie e salvare il povero animale, evitando che la vicenda finisse in tragedia. Ringrazio quindi questa persona che non si è voltata dall’altra parte ma ha dato un contributo fondamentale per tutelare un essere indifeso. È importante che chiunque assista a episodi di questo tipo raccolga tutte le prove che può e denunci tempestivamente tutto alle forze dell’ordine”, conclude Rosati.

29 marzo 2019

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