Nel corso del meeting tenuto online tra la Presidente LNDC e lo staff dell’ambasciatore pakistano sono state spiegate le condizioni igienico-sanitarie del Paese che purtroppo, in molte aree, soffre ancora di mancanza di acqua e una grande povertà. LNDC ha offerto il proprio supporto fornendo consigli sulle miglior pratiche da attuare per arginare il problema del randagismo e della rabbia.

Dopo l’appello inviato da LNDC all’ambasciatore pakistano in Italia, il 20 maggio si è tenuto un incontro online tra il Primo Segretario Salman Pervaiz e una delegazione dell’associazione guidata dalla Presidente Nazionale Piera Rosati e dal Responsabile Diritti Animali Michele Pezone. Durante la riunione, il sig. Pervaiz ha spiegato che l’abbattimento di numerosi randagi è stato purtroppo necessario per motivi sanitari e/o di sicurezza della popolazione dato che la rabbia è ancora una malattia molto diffusa nel Paese. Ciò nonostante, ha affermato che il loro obiettivo principale è sempre quello di curare i cani malati e ricorrere alla soppressione solo come estrema ratio davanti a casi irrisolvibili.

Il sig. Pervaiz ha precisato che il Pakistan ha delle leggi a tutela degli animali e che l’abbattimento è consentito solo ed esclusivamente da parte delle autorità sanitarie e che nessun privato è autorizzato a uccidere cani randagi per strada, ma che un tale comportamento viene denunciato alla polizia. Ha ricordato anche che ci sono aree del Paese che sono ancora molto povere dove la situazione igienico-sanitaria è precaria per tutti, il che purtroppo comporta una diffusione della rabbia difficile da tenere sotto controllo.

LNDC ha chiesto delucidazioni su eventuali programmi di sterilizzazione attuati dal governo e il Segretario Pervaiz si è impegnato a farci sapere se e quali siano stati attuati o pianificati dalle autorità. Abbiamo ribadito, inoltre, che la sterilizzazione e il censimento dei cani presenti sul territorio, oltre che la collaborazione fattiva con le associazioni di protezione animali, sono gli strumenti più efficaci per arginare il fenomeno del randagismo che poi porta anche ai problemi sanitariche il Pakistan sta vivendo.

LNDC resta in attesa delle informazioni richieste al Segretario, dando la propria disponibilità a fornire, sulla base dell’ esperienza settantennale dell’Associazione, dei consigli sulle best practices da utilizzare per contenere il fenomeno, affinchè gli animali non vengano più abbattuti, se non in caso di cani incurabili.

Il Pakistan, come sottolineato dallo stesso Pervaiz, è ancora un’economia in via di sviluppo con grossi problemi socio-sanitari ma è sinceramente apprezzabile che abbiano richiesto questo incontro per fare il punto della situazione e cercare il nostro aiuto.

24 maggio 2021