Denunciata la donna che era andata a fare la spesa lasciando il suo cane dentro la macchina parcheggiata al sole: inutile l’allarme lanciato dai vigilanti del supermercato. Piera Rosati: “Viste le assidue campagne di informazione che facciamo sui pericoli di lasciare un animale in auto in estate anche per poco tempo, è davvero assurdo che ci sia ancora chi porta un animale a questa stupida e orribile morte”

È accaduto alcuni giorni fa nel parcheggio di un supermercato a Oristano. La proprietaria della barboncina era andata a fare la spesa e aveva lasciato il cane dentro la macchina parcheggiata sotto il sole: sono bastati pochi minuti perché la temperatura dentro l’abitacolo diventasse insopportabile, un vero e proprio forno, portando il disperato animale prima a tentare in ogni modo di uscire dall’auto raspando il finestrino lasciato un po’ aperto, poi a perdere i sensi e, poco dopo, a morire. La donna è stata denunciata per maltrattamento e uccisione di animale.

Si tratta dell’ennesimo caso assurdo a oggi, viste le assidue campagne di informazione locali e nazionali che facciamo sui pericoli di lasciare un animale un auto in estate”, ha commentato esterrefatta la presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati: “Proprio a fine giugno abbiamo lanciato la campagna di sensibilizzazione 2021 sul caldo per sensibilizzare di nuovo tutti i cittadini a osservare alcune fondamentali regole per tutelare i nostri animali dalle alte temperature. È incredibile ci siano ancora persone così incoscienti da fare morire di caldo, nel 2021 e in Italia, il proprio animale nell’abitacolo ardente della propria auto”.

LNDC ricorda infatti che l’abitacolo dell’automobile, in estate, può diventare come in questo caso una vera e propria trappola mortale per un animale: in pochi minuti le temperature diventano così alte da poterne causare la morte, anche se il finestrino dell’auto rimane leggermente aperto e la macchina è all’ombra. Questa azione da parte del proprietario costituisce un reato, come definito da due sentenze importanti della Corte di Cassazione (sentenza n. 14250/2014 e sentenza 175/2008, ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale), che hanno condannato i rispettivi padroni per la sofferenza inflitta ai loro cani. Un episodio grave questo di Oristano, che poteva e doveva essere evitato.