Certificati falsi e amputazioni illegali di orecchie e code: questi alcuni dei reati commessi da diversi allevatori e veterinari del territorio marchigiano, sgominati dai Carabinieri forestali di Ancona. La presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati: “Abbiamo denunciato queste persone per maltrattamento e traffico illecito. L’aumento di crimini verso animali a fine speculativo va punito con pene assolutamente più severe. C’è bisogno di leggi che non lascino vie di fuga a questi malfattori”.

Ancona, 4 giugno 2021 – LNDC Animal Protection sporge denuncia e chiede sia fatta giustizia in merito ai reati commessi da 29 allevatori di pittbull, dogo argentino, cane corso e di altre razze simili, e da 11 medici veterinari, già denunciati a diverso titolo per i reati di maltrattamento, falso in atto pubblico, traffico illecito di animali da compagnia, abuso di esercizio della professione veterinaria e uso di atto falso.

Nell’operazione denominata ‘Crudelia De Mon’, condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo Cites di Ancona, sono state scoperte anche 52 amputazioni illegali di orecchie e code, pratiche espressamente vietate dalla legge 201 del 2010 che ha ratificato la convezione europea per la protezione degli animali da compagnia siglata a Strasburgo nel 1987. 

L’aumento di reati contro gli animali a fini economici è in angosciante aumento in questi tempi e chiediamo che le leggi per punire questi crimini diventino il prima possibile più dure e stringenti”, afferma Piera Rosati, presidente LNDC, che sottolinea come i reati contro gli animali in Italia abbiano numeri spaventosi: “Ogni due ore circa nel nostro Paese viene indagata una persona per questi illeciti e questo ci dà il polso di quanto il fenomeno che ruota intorno alle zoomafie sia vasto in Italia”, argomenta Rosati, che continua: “Chi alleva cani o altri animali con il solo scopo di sfruttarli mutilandoli, in più, per un mero fine estetico o funzionale ai combattimenti è senza dubbio una persona priva di empatia e di rispetto per la vita di una altro essere vivente. Queste persone andrebbero non solo punite”, continua la presidente, “ma anche rieducate”. 

“Questo ennesimo caso di cronaca”, aggiunge Piera Rosati, “dimostra ancora una volta come i pitbull e altri molossi simili siano cani particolarmente sfortunati, che troppo spesso finiscono nelle mani sbagliate. È importante sradicare il pregiudizio e lo stigma che questi cani si portano dietro da ormai troppo tempo, per questo abbiamo lanciato la campagna di sensibilizzazione ‘Nelle mani giuste’, per raccontare le storie di alcuni di loro e spiegare di cosa abbiano realmente bisogno”, conclude Rosati.