Rosati: massimo rispetto per le forze dell’ordine ma la divisa e la pistola d’ordinanza devono essere sempre simboli di correttezza e legalità. Non si può e non si deve mettere a tacere un’ingiustizia.

Quanto è accaduto a Napoli lo scorso 12 luglio durante un’operazione di polizia non deve e non può passare sotto silenzio. Rocky, un giovane pitbull, è stato freddato con ben due colpi di pistola da parte di un agente di Polizia. Oltre ad esserci diversi testimoni dell’accaduto, una serie di video apparsi sul web, mostrano chiaramente che sopraggiungendo alle spalle del cane, il poliziotto gli ha prima sparato a una zampa, per poi infierire colpendolo nuovamente al torace. Le immagini mostrano Rocky nell’atto di trascinarsi verso un portone, disperato e senza mostrare alcuna ostilità verso le persone che lo circondano, prima di accasciarsi in un lago di sangue.

Ho un profondo rispetto e una immensa gratitudine per il lavoro difficile e pericoloso che tutte le forze dell’ordine svolgono ogni giorno” afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Conosco personalmente tantissimi agenti di polizia appassionati del loro lavoro, che ogni giorno servono lo Stato e i propri concittadini con dedizione e amore, rischiando la propria vita. Indossare una divisa non significa però essere autorizzato a sentirsi un giustiziere armato. La divisa e la pistola d’ordinanza devono essere sempre simboli di correttezza e legalità. Non si può e non si deve mettere a tacere un’ingiustizia”.

Rabbia, indignazione e dolore sono le emozioni che hanno scosso l’opinione pubblica per via dei filmati sconcertanti resi pubblici. Le immagini nitide ed esplicite sono passate e ripassate in rete e sui social network. Le immagini shock, oltre alla violenza con cui viene portata a termine l’azione, esprimono, da parte degli agenti di Polizia, una totale assenza di preparazione e competenza nel gestire una situazione con animali.

La domanda che si pongono i cittadini italiani è questa: una volta esploso il primo colpo e ferito il cane, perché mai sparare la seconda volta per ucciderlo?

Abbiamo deciso di lanciare una petizione indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia dove chiediamo che i corpi di polizia vengano debitamente formati per gestire situazioni di eventuale pericolo che coinvolgono animali in modo che venga assicurato l’impiego delle modalità meno cruente, e a tutela dell’animale, per eliminare situazioni di rischio. Chiediamo, inoltre, che la Polizia di Stato svolga le opportune indagini in sede disciplinare nei confronti del poliziotto che ha sparato e ucciso il pitbull e che, al tempo stesso, si raccolgano tutte le testimonianze necessarie affinché la magistratura possa valutare con obiettività e correttezza l’operato dell’agente”, conclude Rosati.

15 luglio 2019

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