MANTOVA – LNDC CONTRO POSSIBILE MOSTRA DI NITSCH

L’artista afferma di essere un amante degli animali ma paradossalmente utilizza i loro corpi e il loro sangue per le sue “opere”. Rosati: E’ semplicemente vergognoso, chi ama davvero gli animali non li usa, né da vivi né da morti, perché non sono oggetti. Chiediamo al Museo di promuovere il rispetto di tutti gli esseri viventi.

Hermann Nitsch è un artista austriaco tristemente noto per le sue “opere” in cui utilizza sangue e carcasse di animali morti per scioccare lo spettatore. Per la prossima primavera sembrerebbe in programma una sua mostra presso il Palazzo Ducale di Mantova, sul cui sito internet si legge che “la didattica è la mission primaria” del Museo.

La Presidente LNDC Piera Rosati ha scritto una lettera al Direttore del Complesso Museale evidenziando, tra le altre cose, come tale mostra sarebbe totalmente diseducativa visto che fa scempio del corpo di esseri viventi. “Mi sono appellata al Dott. Assmann perché bisogna educare al rispetto per tutte le creature viventi e senzienti. Siamo in un periodo storico di grande violenza, la crudeltà sugli animali è all’ordine del giorno e non c’è davvero necessità di infierire in questo modo sugli animali in nome di una cosiddetta espressione artistica”, afferma Rosati.

Il paradosso è che in una dichiarazione di qualche anno fa, lo stesso Nitsch disse che lui in realtà è un amante degli animali e che compra le carcasse dai macelli. Gli animali quindi sono già morti e, stando alla sua dichiarazione, “dopo che impieghiamo la carne per la performance teatrale, la mangiamo: l’animale ucciso viene dunque utilizzato due volte, per l’arte e poi per il nostro nutrimento” e, incredibilmente, chiede agli animalisti di riconoscerlo come uno di loro.

Quello che forse non è chiaro al signor Nitsch è che chi ama davvero gli animali non li usa, né da vivi né da morti, e possibilmente non li mangia”, commenta Rosati. “Il punto sta proprio nel concetto di fondo: l’artista sostiene di essere un animalista ma ammette candidamente di ‘impiegare’ e ‘utilizzare’ gli animali per l’arte, come se fossero semplici oggetti e non esseri viventi che meritano rispetto prima e dopo la morte.”

LNDC ha quindi indirizzato la lettera al Direttore del Museo e alle istituzioni locali nella speranza di farli desistere dall’ospitare un tale scempio.

10 gennaio 2019

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