A un anno dal caso di Fuego, un’altra cagnolina ha subito un trattamento molto simile, riportando gravi ustioni su tutto il corpo. Fortunatamente è ancora viva ma i suoi aguzzini sono a piede libero e rappresentano un serio pericolo per tutta la società. Rosati: squarciare il velo di omertà, in paese qualcuno sicuramente sa qualcosa.

Ancora violenza in Sardegna, questa volta in un piccolo paese in provincia di Nuoro, dove Stella – una cagnolina di proprietà – è stata fatta uscire dal cancello della sua casa e portata poco lontano. Qui un gruppo di aguzzini l’ha bastonata, torturata e l’ha cosparsa di benzina per poi darle fuoco. La piccola Stella, agonizzante e terrorizzata, è riuscita a tornare a casa e fortunatamente è ancora viva. I suoi familiari la stanno curando e hanno sporto denuncia contro ignoti. Un caso simile a quello avvenuto un anno fa sempre in Sardegna, a Sassari, ai danni del povero Fuego.

Non dovrei più stupirmi, viste le decine di casi di violenza che denunciamo continuamente, ma ogni volta mi chiedo come si possa arrivare a tanta crudeltà”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Prendersela in questo modo con una cagnolina innocente, che peraltro stava tranquillamente in casa sua, è di una gravità incredibile e molto preoccupante. È ovvio che queste persone non hanno la minima idea di cosa sia il rispetto e non hanno un briciolo di empatia e comprensione per la sofferenza altrui. Se, come è stato ipotizzato, si tratta di ragazzini la cosa è ancora più grave perché diventeranno degli adulti aggressivi, violenti e pericolosi per chiunque”.

Ovviamente il nostro team legale si è già attivato per denunciare questa ennesima barbarie ma si sa che le denunce contro ignoti spesso rischiano di cadere nel vuoto. Mi appello quindi alle forze di polizia affinché svolgano delle indagini il più accurate e meticolose possibili, ma soprattutto mi appello ai cittadini di Lula: nei piccoli paesi purtroppo si annida spesso un senso di omertà, tutti sanno ma nessuno parla. Mi auguro che in questo caso non sarà così e che ci siano testimoni in grado di dare un nome e un volto ai mostri che hanno ridotto in questo modo la povera Stella, prima che sia troppo tardi e compiano qualche altra violenza ancora più efferata”, conclude Rosati.

6 marzo 2020

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