DISEGNO DI LEGGE RANDAGISMO PUGLIA: LAV E LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE CONTESTANO LE MODIFICHE IN MATERIA DEI CANILI. OCCORRE PUNTARE SULLA PREVENZIONE E AUMENTARE IL NUMERO DEI CANILI SANITARI

Come dimostrato dal dossier randagismo 2018 realizzato da LAV, la Puglia è al primo posto in Italia per il numero di cani detenuti in canile rifugio – 20.762 unità – e al primo posto per spesa legata al loro mantenimento, ben 27 milioni di euro annui, una cifra davvero esorbitante che può e deve essere contenuta attraverso la promozione delle adozioni, l’iscrizione in anagrafe degli animali d’affezione di tutti i cani presenti sul territorio, la responsabilizzazione dei detentori dei cani, la prevenzione dell’abbandono e del randagismo e la realizzazione di canili sanitari.

LAV e LNDC denunciano che, al contrario, gli emendamenti al Disegno di legge n. 15 del 21.02.2019 “Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali d’affezione. Abrogazione della legge regionale 3 aprile 1995 n.12 Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, recentemente approvati dalla III Commissione consiliare della Regione, vanno invece nella direzione di incentivare il ruolo dei canili, luoghi da cui spesso gli animali non usciranno mai, e di conseguenza il randagismo e quello degli imprenditori privati a discapito delle Associazioni.

Sotto accusa soprattutto la parificazione del ruolo dei privati rispetto a quello delle associazioni senza fine di lucro, il superamento del limite di 200 unità di cani a canile attraverso la possibilità di realizzazione di rifugi contigui, la possibilità di trasferimento dei cani fuori regione secondo un criterio di prossimità territoriale.

Dichiarano la LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane: “Contestiamo queste proposte: le Associazioni senza fine di lucro devono godere di un diritto di prelazione nelle gestione delle strutture, a parità di condizioni, proprio in virtù delle garanzie fornite dalle finalità statutarie delle stesse, sempre rivolte alla tutela degli animali; in Puglia, considerato l’alto tasso di randagismo e la necessità di strutture che assolvano la funzione di canile sanitario, è necessario dare priorità alla costruzione dei canili sanitari rispetto ai rifugi che devono rappresentare un momento di transito con l’obiettivo dell’inserimento in famiglia. Inoltre, più sono i cani detenuti nelle strutture, minori sono le possibilità di assicurare una loro corretta gestione e adozione. Infine, per motivi di estrema necessità, eventuali trasferimenti fuori regione devono assicurare il benessere degli animali e favorire la loro adozione. Il criterio basato sulla vicinanza geografica favorirebbe le regioni a più alto tasso di randagismo e cani detenuti in canile, con grave pregiudizio sia per le adozioni sia per il benessere animale. Inoltre, le strutture di destinazione devono avere requisiti almeno pari a quelli previsti dalla normativa regionale, quindi limite massimo dei 200 cani ed essere sottoposte a controlli trimestrali. Facciamo appello al Presidente Emiliano e al Consiglio Regionale affinché accolgano queste proposte e la nuova legge regionale sia improntata alla prevenzione attraverso sterilizzazione e microchippatura e alla diffusione della cultura dell’adozione.”

25 luglio 2019