Al Commissario Straordinario
del Comune di Conversano (BA)
Dott.ssa Rosa Maria Padovano
protocollogenerale.comune.conversano.ba@pec.rupar.puglia.it

Al Responsabile del
Servizio Veterinario Sanità Animale – ASL Bari
Dott. Mario Mattoni
siavasud.aslbari@pec.rupar.puglia.it

Al Direttore
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
Della Puglia e Basilicata
Dott. Antonio Fasanella
protocollo@pec.izspb.it

Al Comando Regionale
Carabinieri Forestale Puglia
tba38789@pec.carabinieri.it

Milano, 9 maggio 2018

Oggetto: gestione caso di avvelenamento.

Spett.li Enti,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con oltre 100 sedi locali – tra cui 17 sedi nella vostra Regione – e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Nei giorni scorsi si è verificato un gravissimo episodio ai danni della Presidente della Sezione locale di Conversano, Fonte Maria Lofano. Dopo essere stata in passeggiata con i suoi 11 cani, regolarmente detenuti nella sua proprietà, la sig.ra Lofano ha notato che tutti gli animali presentavano dei malesseri con evidenti sintomi anche neurologici. Li ha ovviamente portati tutti dal veterinario e purtroppo i suoi sospetti sono stati confermati: gli animali erano stati avvelenati, probabilmente con metaldeide – sostanza tossica usata come lumachicida. Nonostante l’intervento tempestivo del veterinario, ben 5 dei cani accuditi dalla signora Lofano – di cui 3 del Comune di Conversano – sono morti e gli altri sono tuttora in gravi condizioni.

Ovviamente è stata sporta denuncia contro ignoti, ma la situazione è stata aggravata dalla palese indifferenza delle istituzioni rispetto ai propri obblighi di legge. Da quanto riferito, infatti, sembra che nessuno conosca o intenda applicare quanto previsto dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 13 giugno 2016, prorogata il 21 giugno 2017.

È d’obbligo quindi ricordare che, in base a tale provvedimento ministeriale, sono previste le seguenti azioni: la ASL deve inviare le carcasse all’IZS competente per territorio
-(art. 5); l’IZS deve effettuare la necroscopia per verificare la presenza di sostanze tossiche o nocive e comunicare eventuali risultati positivi al veterinario richiedente e all’autorità giudiziaria (art. 6); nel frattempo, il Sindaco deve disporre immediatamente l’apertura di un’indagine e bonificare l’area interessata, segnalando con apposita cartellonistica la sospetta presenza di esche avvelenate (art. 7).

Stando a quanto mi è stato riferito, tutto questo non è avvenuto affatto o quanto meno non con la tempestività richiesta. Sembra addirittura che l’IZS si sia rifiutato di effettuare le necroscopie perché le carcasse erano già in stato di decomposizione, segno che non erano nemmeno state conservate adeguatamente. Gli unici che hanno offerto un supporto rapido e concreto alla signora Lofano sono stati i Carabinieri Forestali che hanno agito in maniera corretta ed estremamente collaborativa e per questo voglio mandare a loro anche il mio personale ringraziamento.

Trovo francamente scandaloso che ancora oggi, dopo 6 anni dalla prima Ordinanza ministeriale di questo tipo e tutte le successive proroghe, gli enti preposti non assicurino con celerità gli interventi previsti dalla legge anche considerando che lo spargimento di questo tipo di sostanze non rappresenta un pericolo solo per gli animali (di proprietà o selvatici) ma anche per gli esseri umani che possono venire a contatto con questi agenti tossici.

Distinti saluti,

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati

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