Milano, 7/4/2020

 

Egregio sig.
Luca Zaia
Presidente Regione Veneto
P.E.C.: segr.generale@pec.regione.veneto.it

Egregio sig.
Giuseppe Pan
Assessore all’agricoltura, caccia e pesca
P.E.C.: segr.generale@pec.regione.veneto.it

E p.c.

Egergio sig.
Gianpaolo Bottacin
Assessore all’ambiente e protezione civile
P.E.C.: segr.generale@pec.regione.veneto.it

 

Oggetto: richiesta di sospensione urgente delle attività di controllo faunistico-venatorio

Scrivo la presente quale Presidente della LNDC Animal Protection, associazione fondata nel 1950 al fine di tutelare e promuovere i diritti degli animali, riconosciuta dal Ministero della Salute come associazione con finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali, per significare quanto segue.

Lo scorso 13 marzo la Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione Veneto ha inviato alle Polizie Provinciali e alle sedi territoriali.

degli ambiti litoraneo, prealpino e alpino dell’Unità Organizzativa Coordinamento gestione ittica e faunistico-venatoria e altri, una nota finalizzata a fornire chiarimenti circa lo svolgimento di alcune attività faunistico-venatorie, alla luce delle disposizioni di cui ai DPCM dell’8, 9 e 11 marzo 2020, contenente una parte dedicata al “controllo, contenimento ed eventuale eradicazione nell’ambito di piani redatti ed approvati ai sensi dell’articolo 19 della L. n. 157/1992 e dell’articolo 17 della L. R. n. 50/1993”.

In base alla detta nota, la predetta attività di controllo faunistico-venatorio, anche nell’attuale fase di emergenza da covid-19, viene inquadrata come “pubblico servizio e, come tale, attribuita alle comprovate esigenze lavorative previste dai DPCM”.

Invero, il DPCM 9 marzo 2020, correlato al DPCM 8 marzo 2020, aveva già posto chiare limitazioni, vietando gli spostamenti che non fossero “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”, ed il successivo DPCM del 22 marzo 2020 ha previsto ulteriori misure di contenimento, restringendo il numero delle attività consentite.

Si ritiene che le attività di controllo faunistico-venatorio siano differibili e non possano rientrare nel novero delle deroghe contenute del nuovo Decreto del 22 marzo 2020, e pertanto non risultino sorrette da quelle ragioni di necessità e urgenza che giustificano spostamenti di persone all’interno o addirittura al di fuori del proprio Comune di provenienza.

Quanto sopra premesso, con la presente sono a chiedere che la Regione Veneto, in persona del suo Presidente e dell’Assessore all’agricoltura, caccia e pesca, voglia, in revoca di quanto affermato nella detta nota del 13/3/2020, disporre la sospensione urgente dei piani di controllo della fauna selvatica fino alla cessazione dell’emergenza.

Distinti saluti.

Piera Rosati
Presidente nazionale