Al Presidente della Regione Emilia Romagna
Dott. Stefano Bonaccini
Segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it

All’Assessore all’Agricoltura
Dott. Alessio Mammi
Agricolturaer@regione.emilia-romagna.it

All’Assessore all’Ambiente
Dott.ssa Irene Priolo
Assterr@regione.emilia-romagna.it

Milano 15/10/2021

Illustrissimi,

scrivo in qualità di Presidente di LNDC Animal Protection, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 70 sedi locali e migliaia di soci e volontari in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di sostenitori sui social network.

A seguito di numerose segnalazioni pervenute all’Associazione che presiedo da parte di cittadini di tutta Italia ho appreso che la Regione ha deciso di abbattere gli scoiattoli grigi nord-americani presenti sul territorio emiliano in quanto ritenuti responsabili di danni alla vegetazione, alle coltivazioni e della possibile estinzione dello scoiattolo comune nativo.

Questi esemplari, infatti, rientrano tra le specie invasive di rilevanza unionale per cui gli Stati che li ospitano sul proprio territorio sono tenuti a predisporre misure di gestione efficaci consistenti in interventi volti all’eradicazione, controllo numerico o al contenimento, in modo da limitarne gli effetti sulla biodiversità.

In Emilia Romagna si è scelto di attivare un programma di eradicazione degli scoiattoli grigi per cui questi animali saranno catturati e uccisi con l’utilizzo di anidride carbonica che gli verrà somministrata una volta trasferiti in contenitori ermetici di plastica.

E’ fuori dubbio che si tratti di una pratica crudele, lontana dal modus operandi di una nazione all’avanguardia e per questo motivo è auspicabile che vengano prese in considerazione delle alternative così come è avvenuto nel Regno Unito o nella vicina Liguria.

A Genova Nervi, ad esempio, è stato avviato tempo fa il progetto LIFE EC-SQUARE che prevede la cattura, sterilizzazione chirurgica e rilascio degli scoiattoli in altri parchi urbani della città.

Il Piano Nazionale di gestione dello scoiattolo grigio redatto dall’Università di Torino e dall’ISPRA prevede la sterilizzazione chirurgica e successiva liberazione degli individui in aree circoscritte specificando che trattandosi di “interventi che richiedono rilevanti impegni economici e operativi, risultano applicabili a piccola scala territoriale e su nuclei numericamente molto contenuti ed ecologicamente isolati”.

Atteso che la Regione non ha contezza del numero esatto di esemplari, non può escludersi che si tratti di pochi animali e in tal caso è auspicabile che vengano sterilizzati e liberati in un posto idoneo.

L’adozione di questa tecnica alterativa richiede chiaramente maggiore impegno e uno studio di fattibilità che tuttavia eviteranno una morte cruenta a questi poveri animali.

Per risolvere il problema della presenza di questi esemplari alcuni Stati, tra cui il Regno Unito, hanno fatto ricorso alla sterilizzazione attraverso un farmaco orale somministrato semplicemente con una crema alle nocciole. Si tratta di un metodo non cruento e già sperimentato che consente di limitare e prevenire la diffusione delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale senza ricorrere allo sterminio di massa.

Alla luce di quanto sopra chiedo che vengano presi in considerazioni metodi alternativi alla soppressione adottando tecniche di intervento rispettose della vita e della biodiversità.

In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.

Il Presidente Nazionale

       Piera Rosati