Milano, 4 febbraio 2019

Egregio sig.
Presidente della Giunta Regionale
Regione Basilicata
presidente.giunta@cert.regione.basilicata.it
presidenza.giunta@cert.regione.basilicata.it
marcello.pittella@regione.basilicata.it

Egregio sig.
Presidente del Consiglio Regionale
Regione Basilicata
vito.santarsiero@regione.basilicata.it
cr-basilicata@cert.regione.basilicata.it

Oggetto: Legge Regione Basilicata n. 46 del 2018, recante “Disposizioni in materia di randagismo e tutela degli animali da compagnia di affezione”

La sottoscritta Piera Rosati, quale Presidente nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, con sede in Milano alla via Bazzini n. 16, con la presente espone quanto segue.

Dagli organi di stampa ho appreso che il Governo ha impugnato la Legge Regione Basilicata n. 46 del 2018, recante “Disposizioni in materia di randagismo e tutela degli animali da compagnia di affezione”.
Tra i motivi di impugnazione, ve n’è uno particolarmente grave, e cioè quello che riguarda il combinato disposto degli articoli 6 comma 1 lett. e) e 19 comma 1 della predetta legge.

L’art. 6, comma 1, lettera e), prevede che: «Le aziende sanitarie locali provvedono… alla soppressione, esclusivamente con metodi eutanasici, dei cani e gatti raccolti, qualora ricorrano le condizioni di cui all’art. 19, comma 1». A sua volta l’art.19, comma 1, prevede che «Il responsabile degli animali da compagnia o d’affezione è tenuto a denunciare lo smarrimento o la sottrazione dell’animale, entro cinque giorni, al Servizio veterinario ufficiale o alle Forze dell’Ordine».

Dalla lettura combinata delle due disposizioni, il Consiglio dei Ministri ha desunto che la L.R. 46/18 consente alle Aziende sanitarie locali di procedere alla soppressione di cani e gatti raccolti laddove non vi sia denuncia di smarrimento o sottrazione degli animali al Servizio veterinario ufficiale e alle Forze dell’Ordine entro il termine di cinque giorni dallo smarrimento o sottrazione e tale previsione regionale ovviamente contrasta con i principi fondamentali in materia di tutela della salute contenuti nella legislazione statale di riferimento n. 281/91, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione.

Allarmata da tale sconcertante previsione normativa, ho riletto con molta attenzione l’intera L.R. 46/2018 e ho notato che l’art. 22 comma 1 prevede, nel rispetto delle normative statali, che “i cani, i gatti e gli altri animali da compagnia o d’affezione ricoverati nelle strutture di cui agli artt. 11 e 12 possono essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili”.

Poiché il primo comma dell’art. 19, relativo ai termini di denuncia di smarrimento di animali da compagnia, non ha alcuna attinenza con i compiti assegnati alla ASL relativi alla soppressione di animali con metodi eutanasici, mentre ha piena attinenza sul punto il primo comma dell’articolo 22, mi sono convinta che la legge regionale licenziata contenga un errore materiale, in quanto l’art. 6 comma 1 lett. e) avrebbe dovuto richiamare il primo comma dell’art. 22 e non il primo comma dell’art. 19.

Qualora si sia verificato questo tipo di errore, come mi pare evidente non ritenendo possibile che la Vostra regione abbia dato il via libera alla soppressione di animali d’affezione il cui smarrimento non venga denunciato entro cinque giorni, Vi prego di attivarvi per porre immediatamente rimedio a questa svista, in modo da evitare, prima ancora della pronuncia della Corte Costituzionale, applicazioni aberranti della legge in parola e recuperare la credibilità delle politiche che si vogliono mettere in campo a tutela degli animali d’affezione.

Confidando in un celere riscontro, porgo cordiali saluti.

Piera Rosati

Presidente Nazionale
Lega Nazionale per la Difesa del Cane