Al Sindaco
del Comune di Sciacca
Avv. Francesca Valenti
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Milano, 19 febbraio 2018

OGGETTO: avvelenamento randagi e gestione randagismo.

Gent.ma Sindaco Valenti,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con oltre 100 sedi locali – tra cui 6 sedi nella Sua Regione – e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Quanto avvenuto nel Suo Comune in questi giorni è di una gravità assoluta che sicuramente non gioverà alla reputazione né della Sua città né della Regione Sicilia tutta. Dalla Sua pagina Facebook Lei ci fa sapere che non avrebbe potuto né immaginare né prevenire la strage che si è consumata, eppure non è esattamente così. Mi sembra opportuno ricordarle che il Sindaco è la massima autorità sanitaria nonché il primo responsabile della tutela e del benessere degli animali randagi che stanziano sul proprio territorio. Le norme, in primis la Legge Quadro 281/91, stabiliscono che i Comuni debbano dotarsi di un rifugio dove accogliere gli animali senza proprietario, assicurando altresì il buon trattamento degli stessi. Allo stesso tempo, il numero di randagi colpiti da questo massacro, mostra chiaramente la totale assenza di una seria politica di controllo delle nascite, di identificazione e iscrizione di tutti i cani nell’anagrafe regionale nonché di vigilanza da parte degli Enti preposti.

Infine, ma non da ultimo, le ricordo che l’Ordinanza ministeriale del 13 giugno 2016, prorogata il 21 giugno 2017, impone al Sindaco l’avvio immediato di un’indagine e la adeguata bonifica del luogo in cui si sono verificati episodi di avvelenamento. Tuttavia, a quanto riferito dagli organi di stampa, i volontari recatisi sul posto dopo l’inizio della strage hanno potuto constatare ancora la presenza di bocconi avvelenati.

È ora che la Regione Sicilia entri nel 21° secolo e adotti tutte quelle misure necessarie a tutelare gli animali e a contenere il fenomeno del randagismo, applicando correttamente le norme succitate e promuovendo anche un cambiamento culturale verso il rispetto della vita altrui.

LNDC provvederà a sporgere le necessarie denunce all’autorità giudiziaria al fine di individuare le responsabilità di tutti gli attori coinvolti in questa scellerata gestione del randagismo, dagli esecutori materiali delle uccisioni alle istituzioni che avrebbero dovuto vigilare e bonificare in tempi rapidi.

Distinti saluti,

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati