Milano, 13/5/2019

Egregio sig.
Sindaco del Comune di Teramo
Dott. Gianguido D’Alberto
Piazza Ercole Vincenzo Orsini, 16
64100 – Teramo (TE)

Inviata via PEC all’indirizzo: affarigenerali@comune.teramo.pecpa.it

Oggetto: presenza di gatti all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Teramo

Egregio sig. Sindaco,
scrivo la presente nella mia qualità di Responsabile Diritti Animali della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nonché in nome e per conto della Presidente Nazionale Piera Rosati, che sottoscrive per ratifica, per significarLe quanto segue.

La vicenda dei gatti dell’ex ospedale psichiatrico di Teramo è stata seguita per settimane dalla stampa e dai social network.

La sezione teramana della Lega Nazionale per la difesa del cane ha, nelle ultime settimane, denunciato la problematicità e la scarsa chiarezza nelle operazioni di cattura e trasferimento delle due colonie feline site all’interno della detta struttura, attualmente oggetto di ingenti lavori di riqualificazione.

In particolare, è stata segnalata la concreta possibilità che la cattura avesse riguardato esclusivamente alcune unità della colonia felina sita presso la porzione di fabbricato insistente su via delle Recluse, mentre numerosi animali avrebbero potuto essere rimasti segregati nella porzione di fabbricato insistente su via Del Baluardo, non comunicante con quella di Via delle Recluse.

Per diversi giorni il Comune di Teramo ha escluso la presenza di gatti all’interno della detta struttura, nonostante i volontari della LNDC continuassero a rilevare, attraverso una strettissima fessura posta al centro di un portone in legno a chiusura della porzione di fabbricato di via del Baluardo, la presenza all’interno della stessa di una decina di gatti, tra cui alcuni presumibilmente di circa 3/4 mesi di età, nonché di una gatta in evidente stato di gravidanza.

In data 6/5/2019 è stata diffusa da una emittente televisiva l’intervista resa dalla signora Brenda Marsilii, incaricata quale responsabile ENPA dal Comune di Teramo di procedere alle operazioni di cattura e trasferimento delle colonie feline, la quale, a seguito della domanda posta dalla cronista circa la possibilità che qualcuno avesse successivamente immesso i gatti nella struttura, ha così risposto: “(…) sono riapparsi, gatti che non avevo visto, sono riapparsi (…)”.

In data 11/05/2019 veniva effettuato un sopralluogo da Lei personalmente, alla presenza anche del Rettore dell’Università di Teramo, unitamente a tecnici del Comune e dell’Università (ma non risulta che siano stati invitati a partecipare al sopralluogo rappresentanti delle associazioni di protezione animale che avevano denunciato la persistente presenza dei gatti) all’esito del quale venivano rese dichiarazioni tranquillizzanti circa il fatto che vi erano sì dei gatti presenti nella struttura, ma che non versavano in alcuna situazione di pericolo, avendo la possibilità di entrare ed uscire liberamente nella predetta struttura.

Ci preme sottolineare come le dichiarazioni da Lei rese non sono affatto rassicuranti. A parte il fatto che la presenza dei detti gatti, denunciata non solo dalle associazioni ma degli stessi cittadini teramani che abitano negli edifici prospicienti l’ex ospedale psichiatrico, è stata a lungo negata dalla Sua Amministrazione, mentre sarebbe stato opportuno recarsi sul posto immediatamente, occorre evidenziare che la nuova versione dei fatti che oggi viene resa, e cioè che i gatti vi sono ma hanno piena libertà di movimento (non si comprende attraverso quali punti di passaggio) è parimenti censurabile.

Non può essere ipotizzata la presenza di una colonia felina in una struttura interessata da lavori di ristrutturazione. Visto che è stato finalmente acclarato che i gatti sono ancora presenti nella struttura, e che dunque le operazioni di trasferimento non sono affatto ultimate, queste operazioni vanno portate a termine. I gatti presenti vanno censiti e spostati in un luogo idoneo.

Paradossalmente, lo stesso Rettore dell’Università, in un’intervista televisiva resa all’esito del sopralluogo, ha affermato che la struttura presenta diverse criticità di tipo architettonico che rendono i lavori complicati, e che la presenza di una colonia di gatti renderebbe ancora più complicato l’intervento di restauro, ma poi ha richiamato le comunicazioni Ufficiali della Sua Amministrazione che davano contezza del totale trasferimento della colonia di gatti, smentito proprio dal sopralluogo da Voi effettuato.

Ascoltando le Sue dichiarazioni, pare di capire che si vuole operare una distinzione tra i gatti della colonia felina formalmente riconosciuta dal Comune, e gatti “randagi” che, pur frequentando i medesimi luoghi, non farebbero parte della colonia. Il mancato censimento di questi gatti certamente non determina una situazione diversa rispetto a quella dei gatti formalmente censiti. Altrimenti, se i predetti gatti “randagi” rimanessero liberi di frequentare il cantiere, non si comprenderebbe perché sia stato disposto il trasferimento di quelli censiti.

A tutt’oggi la Sua amministrazione non ha fornito indicazioni sul numero di gatti oggetto di trasferimento e sul luogo di destinazione. Sappiamo bene che vi sono indagini in corso ma appare davvero incredibile che tali informazioni non siano state rese, perchè la vicenda che ci occupa appare essere davvero di semplice gestione ed è davvero sconcertante che, ad oggi, non si sappia né quanti gatti siano stati prelevati, né dove questi ultimi siano stati trasferiti, né quanti gatti tuttora si muovano all’interno della struttura, né quali misure si intendono adottare per trasferire e mettere in sicurezza il cantiere e gli stessi animali tuttora presenti.

Fermo restando che nessuno vuole mettere in discussione l’importanza dei lavori di recupero dell’ex ospedale psichiatrico, che è necessario che proseguano speditamente, con la presente siamo a sollecitare un celere intervento affinchè i gatti che vengono ancora rinvenuti nella struttura, e di cui ora non viene più messa in dubbio la presenza, siano censiti e trasferiti in luogo idoneo. Disporre un intervento di questo tipo, peraltro, fugherebbe definitivamente ogni residuo dubbio sulla possibilità che rimangano intrappolati gatti nella struttura.

Le significhiamo, da ultimo, che la Lega Nazionale per la Difesa del Cane è disponibile a porre in essere ogni più utile attività che possa contribuire a risolvere definitivamente il problema con spirito propositivo e collaborativo.

Confidando in un positivo riscontro, si porgono cordiali saluti.

Avv. Michele Pezone

Per ratifica
Piera Rosati