Ill.mo Sindaco
Comune di Palermo
Leoluca Orlando
sindaco@comune.palermo.it
segretariogenerale@cert.comune.palermo.it

Milano, 18 marzo 2019

Oggetto: trasferimento cani a Caserta.

Illustrissimo Sindaco,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con 5 sedi locali nella Sua regione e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Sono stata informata dai volontari locali che per oggi, senza nessun tipo di preavviso, è stato organizzato il trasferimento di 30 cani del Comune di Palermo dal canile locale alla struttura Dog’s Town nel casertano, un’eventualità che era stata scongiurata alcuni mesi fa e che ora si è tentato di riproporre in sordina ma non resteremo a guardare con le mani in mano. Innanzitutto mi lasci dire che è incredibile, e francamente vergognoso, che in tutti questi anni il Comune di Palermo non sia stato in grado di organizzare la ristrutturazione del proprio canile per settori, spostando i cani internamente.

Da quanto mi è stato riferito, però, la cosa più vergognosa è che tra i cani individuati per la deportazione ci sarebbero quelli più anziani che ormai da anni sono ospitati nella stessa struttura. Le rammento che i cani sono esseri senzienti e non oggetti inanimati; in particolare, i cani sono abitudinari e si affezionano ai luoghi in cui risiedono e alle persone che li accudiscono. Pertanto, il loro trasferimento in una struttura lontana sarebbe sicuramente causa di stress e malessere. Inoltre, come evidenziato dal sopralluogo effettuato lo scorso giugno dal Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Palermo, le condizioni di detenzione nella struttura di destinazione non sembrano in grado di garantire il benessere degli animali di cui Lei, sig. Sindaco, dovrebbe per legge essere il primo responsabile.

La esorto pertanto a evitare questa inutile e pericolosa deportazione degli animali di Sua proprietà in una struttura dove non è possibile monitorarne efficacemente lo stato di salute e di benessere, ricordandole che potrebbe configurare il reato di maltrattamento. Nella speranza di un urgente riscontro e rimanendo a disposizione per un ulteriore confronto, le porgo distinti saluti.

Piera Rosati
Presidente Nazionale