Al Sindaco di Firenze
Dott. Dario Nardella
Palazzo Vecchio
Firenze
sindaco@comune.fi.it
uff.sindaco@pec.comune.fi.it

Milano, 13 agosto 2020

Ill.mo Sig. Sindaco,

le scrivo in qualità di Presidente di LNDC Animal Protection, associazione che da 70 anni si occupa di tutelare gli animali da ogni genere di sopruso e maltrattamento e difendere i loro diritti. È francamente sconcertante che in una città come Firenze – meravigliosa città d’arte e culla della cultura del nostro Paese – si debba ancora oggi, nel 2020, assistere a tradizioni anacronistiche e contrarie al benessere dei nostri amici animali.

Ovviamente mi riferisco alle “carrozzelle” che, anche con le temperature da bollino giallo di questi giorni, continuano a girare per la Sua città, trainate da poveri cavalli stremati dal sole e dal caldo e costretti a camminare e sostare per ore sull’asfalto rovente. In tutta onestà, non posso credere che l’attività delle carrozzelle possa essere considerata conforme con quanto previsto dall’art. 40 del Regolamento per la Tutela degli Animali del suo Comune e cioè che il cavallo “va trattato con rispetto e dignità proprie di un essere senziente”.

Certo, è comunque paradossale che nello stesso regolamento si parli di “rispetto e dignità” e al tempo stesso – all’articolo 43 – si specifichi che i conducenti “nell’uso della frusta non devono recare danno o molestia all’animale stesso” o che non possano circolare con temperature superiori a 35°. Non mi risulta che una frustata possa essere piacevole e non arrecare danno o molestia, né che una giornata a 32° o 33° possa essere considerata fresca e piacevole per una bella passeggiata trainando una carrozza. La verità, sempre per citare i paradossi contenuti nel suddetto Regolamento, è che lo sfruttamento degli equidi per fini turistici sicuramente non garantisce loro “la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali” (Art. 8).

Considerando che il Comune di Firenze “riconosce alle specie animali non umane diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche” (Art. 1 del Regolamento), le chiedo ancora una volta con urgenza di mettere fine alla sofferenza di questi meravigliosi animali, vessati da una vita di privazioni e sforzi a noi inimmaginabili. Sarebbe un segnale di civiltà e rispetto e un vanto per la Sua splendida città. Nell’attesa, la informo che il nostro team legale sta valutando tutte le azioni legali che è possibile intraprendere per debellare questa piaga che tormenta gli equidi a Firenze come in altre città.

Distinti saluti,

Piera Rosati
Presidente
LNDC Animal Protection